OCCHIUTO E GENTILIANI: PROVE DI DISGELO

di Luciano Regolo

È proprio vero che la vocazione all’accorduni dei politici calabresi, come si diceva poc’anzi (vedi articolo odierno “Oliviero e gli altri: il tempo delle pesche”), non ha argini.

Grazie all’amico e collega Alfonso Bombini, già sanguigno cronista dell’Ora della Calabria, che ha scattato questa foto nel pieno centro cosentino, in occasione della cerimonia di consegna di dieci nuove ambulanze ai pronti soccorso del territorio, presente anche il prefetto Gianfranco Tomao, eccone una clamorosa riprova: il sindaco Mario Occhiuto in un abbraccio e bacio affettuoso e, sotto certi aspetti clamoroso, a Gianfranco Scarpelli, l’ex direttore generale, tra i principali indagati assieme all’avocato Nicola Gaetano dell’inchiesta sulle cosiddette Consulenze d’oro all’Asp di Cosenza.

In uno dei filoni di quest’ultima, emerse, come si ricorderà, anche il nome di Andrea Gentile, il figlio del senatore Tonino e lo stampatore Umberto De Rose, dopo aver vanamente minacciato ritorsioni di cinghiali se la notizia fosse uscita sull’Ora, simulò un guasto della rotativa per censurarla. In quell’occasione, Occhiuto non solo fu vicino all’intera nostra redazione, visitandola durante l’occupazione ed emettendo una nota pubblica di solidarietà, ma tuonò anche contro le prepotenze di una certa famiglia sull’intera città cosentina e in modo particolare sulle strutture sanitarie. Fu evidente che si riferiva ai fratelli Gentile e ai loro sodali. Anche perchè nella richiesta di applicazione della misura interdittiva per Scarpelli i magistrati bruzi avevano riportato anche una intercettazione tra lo stesso direttore generale dell’Asp e Pino Gentile,allora assessore regionale ai Lavori Pubblici, e fratello di Tonino, “nel corso della quale”, si legge sull’atto, «lo Scarpelli fornisce eloquente dimostrazione del fatto che le proprie scelte amministrative debbano rispondere alle indicazioni di precisi referenti politici».

Allora, però, erano altri tempi: Occhiuto era in piena guerra con i “gentiliani” dopo aver allontanato Katia Gentile dalla sua giunta comunale e dal ruolo di vicesindaco, nonostante le pressioni a tenerla in carica, da lui stesso più volte pubblicamente denunciate.

Oggi invece le cose sembrano diverse. Da mesi si vocifera di un insperato riavvicinamento in vista delle prossime elezioni in cui Occhiuto punterebbe a una riconferma e questo bacio e abbraccio a Scarpelli, fedelissimo dei Gentile, quale segno di estremo rispetto e solidarietà pare dare corpo a queste supposizioni. Magari proprio Scarpelli e altri fidati dei Gentile potrebbero propiziare la pace completa o almeno una tregua sicura prima dell’andata alle urne. Occhiuto, d’altra parte sa, come cosentino, quanto difficile se non impossibile sia, riconquistare la poltrona numero uno a Palazzo dei Bruzi, senza il placet dei Gentile. Così come sa, che i fratelli Pino e Tonino, sono pronti a mettere in campo due liste civiche in sostegno del candidato del centro sinistra. Una manovra che potrebbe determinare la sconfitta di Occhiuto.

Non so perchè ma mi viene in mente che alla vigilia dello scorso 19 febbraio, primo anniversario dell’Oragate, essendomi rivolto al Comune di Cosenza, perchè avessimo una sala in cui tenere un dibattito no-stop per la difesa della libertà di stampa in Calabria, mi fu detto che nessuno spazio comunale era disponibile per quella data. Scrissi allora un sms ad Occhiuto, dicendomi stupito di questa coincidenza e che comunque trovavo giusto che l’intera cittadinanza sapesse che non si era trovato alcun luogo per una questione tanto importante per tutti i calabresi. In men che non si dica, lo spazio fu trovato. Ma poi Occhiuto, che aveva assicurato, che sarebbe venuto a portare il suo saluto o, in caso d’impegni sopraggiunti, avrebbe inoltrato una sua nota al convegno, non si fece né vedere, né sentire. Forse era già in fase di disgelo con gli ex-nemici e non intendeva “sfruguliarli” nuovamente con una sua pubblica adesione alla nostra protesta? Ritiene invece più conveniente abbracciare un gentiliano di ferro come Scarpelli?

Come esponente di Forza Italia calabrese, certo, Occhiuto, in queste sue affettuosità verso Scarpelli, conferma quanto incaute possano ritenersi le parole sdegnate e moralizzatrici della Santelli, coordinatrice regionale dello stesso partito, rivolte ieri a proposito di Rimborsopoli e dell’arroganza del Pd coinvolto largamente nella brutta storia. Ciascun partito farebbe meglio a vedere la trave nel suo occhio. Questa è la verità.

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