Quirino Ledda, l’omaggio alla bella politica

Con una cerimonia sobria ma al tempo stesso struggente Legacoop Calabria ha intitolato la sala conferenze della sua sede regionale di Catanzaro a Quirino Ledda, storico volto della sinistra calabrese recentemente scomparso. A rendere omaggio al protagonista di tante battaglie per la solidarietà, la giustizia sociale e la legalità i due figli, Giuseppe e Luigi, visibilmente commossi, e molti esponenti dei partiti della sinistra, della Cgil e del mondo cooperativo: Ledda infatti è stato un dirigente di primo piano del Pci (per il quale è stato anche vicepresidente del consiglio regionale), della Cgil e della stessa Legacoop. A ricordarlo è stata anzitutto la presidente di Legacoop regionale Angela Robbe: “Quirino è per noi un esempio di impegno, serietà e tenacia che ci fa guardare al futuro. Il suo ricordo – ha proseguito la Robbe – deve essere uno stimolo per tutti noi e per i giovani, perché Quirino aveva uno spirito giovanile nascosto sotto i capelli bianchi”. Il presidente dell’Anpi Catanzaro Mario Vallone ha ricordato l’impegno antifascista e in favore della Costituzione di Ledda: “Come diceva un grande partigiano non basta indignarsi da giovani ma lo spirito di rivolta lo si deve avere per tutta la vita. Quirino è stato così, ed era sempre pronto quando si trattava di difendere i diritti dei lavoratori e dei più deboli. Nel marzo 1982 – ha aggiunto Vallone – Ledda subì un grave attentato, ma un mese dopo venne denunciato insieme a me per adunanza sediziosa dopo una manifestazione con i forestali. Non si era rinchiuso ma si era subito rimesso in campo per tutelare i più deboli. Con lui avevamo progettato un documentario sugli ‘anni in movimento’, questo progetto lo riprenderemo. Quirino era un soggetto libero e lo è stato per tutta la vita”. Lo scrittore e storico Umberto Ursetta ha evidenziato la lezione di moralità e di etica lasciata in eredità da Ledda e le sue battaglie in difesa dei contadini negli anni duri delle lotte per la terra. Particolarmente suggestivo l’intervento di monsignor Antonio Cantisani, arcivescovo emerito di Catanzaro, legato a Ledda da profonda amicizia: “Ammiravo Quirino per tre motivi. Il primo era la passione sociale per i più deboli e per gli ultimi, una passione che non si esprimeva con l’assistenzialismo ma con la politica, la politica intesa, come dice Papa Francesco, in termini di amore e impegno. Il secondo motivo – ha aggiunto monsignor Cantisani – è l’amore che Ledda aveva per i beni culturali e la sua visione della cultura come fattore di formazione dell’uomo e di crescita della società. Infine, il suo grande, assoluto rispetto delle diverse opinioni religiose”. Prima della scopertura della targa della sala conferenze di Legacoop ha espresso un pensiero molto toccante Giuseppe, uno dei due figli di Quirino Ledda: “Ringrazio tutti per questo momento di ricordo. Nostro padre ci ha lasciato un patrimonio inestimabile e il nostro impegno sarà quello di portare avanti i suoi insegnamenti”.

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