Consiglio regionale, Irto nuovo presidente al primo colpo: anche Ncd vota a favore

Nicola Irto è il nuovo presidente del Consiglio regionale. Con 23 voti Irto, del Pd, supera il quorum alla prima votazione, ottenendo il sostegno anche del Nuovo Centrodestra, venuto un’altra volta in soccorso del Partito democratico com’era avvenuto a gennaio. Si tratta del dato politico forse più significativo della riunione dell’Assemblea calabrese, anticipato anche da alcuni “segnali” eloquenti, come un plateale ringraziamento pubblico che sulla vicenda Lsu-Lpu il coordinatore regionale di Ncd Tonino Gentile ha inviato al sottosegretario dem Marco Minniti, che ha molto spinto in favore di Irto. E questa la sintesi di una seduta del consiglio regionale che ha visto Forza Italia, Cdl e Misto criticare il presidente della Regione Mario Oliverio e però la maggioranza e il Pd pronti a fare quadrato e a ritrovare compattezza dopo le fibrillazioni dei giorni scorsi. Ad aprire il dibattito dopo l’intervento del dimissionario Tonino Scalzo è Fausto Orsomarso, che contesta «la debolezza della politica calabrese che non riesce ad assumere le decisioni in loco, ma delega gli organismi romani, critica la mancata difesa da parte del presidente della Giunta della classe politica al punto da individuare i componenti della Giunta regionale solo tra gli appartenenti alla società civile». Il forzista Nazzareno Salerno parla addirittura di «funerale della politica» (tesi condivisa anche da Giuseppe Mangialavori) perché «con l’individuazione della Giunta di tecnici si è negata ai calabresi la possibilità di essere governati dai propri eletti. A fronte di una paventata eliminazione del finanziamento dei Gruppi consiliari e all’abbattimento dei costi della politica si assiste al paradosso di un aggravio di spesa attraverso al nomina di ben sette assessori esterni». Franco Cannizzaro della Cdl si dice contrario alle dimissioni di Scalzo che « avrebbero dovuto essere moralmente respinte dalla maggioranza prima che dalla minoranza: oggi più che alla fine della politica si assiste alla fine del Partito democratico». Quindi l’intervento di Mimmo Tallini, che dichiara di «non credere alle dimissioni volontarie del presidente Scalzo» mentre quanto alla nuova Giunta Oliverio osserva che «l’individuazione di soli tecnici potrebbe determinare una scollamento dalla società» e definisce «la decisione del presidente Oliverio in aperta contraddizione con la sua storia» sottolineando che «la rinuncia di alcune eminenti personalità ad entrare in Giunta non può che essere determinata dalla scarsa credibilità che il progetto del presidente Oliverio ha». Quindi, il capogruppo di Forza Italia Alessandro Nicolò, che contesta «l’accezione di “dimissioni volontarie” data alle dimissioni del presidente Scalzo che non hanno nulla di volontario» e «l’abdicazione degli organismi locali alla soluzione delle problematiche del territorio a favore di soggetti romani». Dalla maggioranza arrivano interventi a sostegno di Oliverio anche da parte di chi nei giorni scorsi aveva manifestato molti malumori al varo della Giunta “tecnica”. Orlandino Greco dichiara che «la morte della politica sta nell’utilizzare un fatto volontario, ma doloroso quale le dimissioni del presidente del Consiglio in modo strumentale per attaccare l’operato del Presidente Oliverio», evidenziando poi come «la scelta del presidente della Giunta vuole rappresentare una spinta riformista». Flora Sculco di “Calabria in Rete” osserva che «demandare ad organismi esterni al territorio calabrese la soluzione delle problematiche rappresenta un forte errore» ma ribadisce «la volontà di contribuire alla soluzione delle problematiche rimanendo al proprio posto e la necessità di dover andare avanti uniti sfruttando le intelligenze indefessamente. La candidatura del consigliere Irto alla presidenza del Consiglio rappresenta un elemento positivo per la sua storia e per le sue capacità professionali e personali». Parla anche il democrat Carletto Guccione, tornato consigliere dopo l’addio al ruolo di assessore regionale: «Con l’elezione del nuovo presidente del consiglio regionale dobbiamo aprire una nuova stagione fatta di chiarezza e serietà, mettendo da parte il garantismo a corrente alternata per dare vita ad una nuova fase del regionalismo che sia in grado di concentrarsi sui compiti che più le sono propri di programmazione e controllo. Auguri al futuro presidente Nicola Irto, nella speranza che si apra una positiva fase per la Calabria e i calabresi». Quindi il capogruppo del Pd Sebi Romeo (nella seconda foto), che augura buon lavoro alla nuova Giunta, rivolge un saluto al presidente dimissionario e il proprio apprezzamento «per il suo operato e per il garbo istituzionale col quale ha diretto i lavori dell’Assemblea». Romeno quindi ribadisce che la nuova Giunta «non può definirsi “tecnica” poiché è diretta da una personalità con un alto connotato politico. E’ il momento giusto, per dotare la Calabria di un governo quale quello scelto dal presidente Oliverio perché questo è quello di cui la Calabria ha bisogno. Svolgere il ruolo di consigliere, infatti, non rappresenta una deminutio per gli eletti». Dopo il dibattito si è aperto il seggio per l’elezione del presidente del consiglio regionale (nella terza foto): Nicola Irto viene eletto alla prima votazione, in suo favore si esprimono anche i tre consiglieri dell’Ncd. Con i suoi 33 anni Irto è il secondo più giovane presidente del consiglio regionale della storia dopo Peppe Scopelliti. Per Irto gli applausi dai banchi della maggioranza (nella quarta foto): sorrisi anche sui volti di Tonino Scalzo, Enzo Ciconte e Carletto Guccione… (a. c.)

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