Aterp, quei “carrozzoni” duri a morire…

«Il personale delle Ex Aterp calabresi è fortemente preoccupato per Il perdurare della “voluta” situazione di confusione totale che, all’indomani dell’approvazione della legge regionale 24/2013, vede ancora oggi le Aziende territoriali per l’Edilizia residenziale pubblica della Calabria affogare in una sorta di limbo amministrativo e istituzionale, utile solo a soddisfare gli interessi di chi si è succeduto, nell’ultimo biennio, alla guida delle stesse». Lo affermano i segretari generali di Fp-Cgil Alfredo Iorno e di Cisl-Fp Antonio Bevacqua. «Infatti – proseguono Iorno e Bevacqua – seppur previsto espressamente dalla Finanziaria Regionale 2015, il termine ultimo del 31 luglio, utile per addivenire all’accorpamento, appare irraggiungibile, procrastinando di fatto, le gestioni commissariali, (compresa la presente), il cui unico obiettivo è apparso solo ed esclusivamente trasformare queste aziende in una sorta di “ufficio di collocamento” per parenti, affini e conoscenti attraverso il collaudato sistema delle collaborazioni e consulenze fino ad arrivare alle assunzioni “per chiamata diretta” il tutto attingendo, in maniera assolutamente non conforme alla legge, ai fondi a destinazione vincolata per l’edilizia residenziale pubblica “Gescal” giacenti e non utilizzati presso la Cassa Depositi e Prestiti (150 milioni di euro circa). Ancora oggi l’obiettivo, di chi al momento dovrebbe gestire il delicato passaggio delle aziende fino al loro accorpamento, non appare quello di provvedere all’Istituzione della nuova Aterp regionale, dotandola di strumenti e organizzazione tale da farla funzionare al meglio al fine del soddisfacimento primario dei bisogni dei cittadini o quello, ancor più impegnativo, quale reperire nuovi finanziamenti utili alla manutenzione straordinaria del patrimonio amministrato dalle Aterp o quello, più immediato, di utilizzare i fondi già esistenti. Bensì quello di preoccuparsi di continuare a pubblicare short list (vedi l’ ultima pubblicata in data 27 luglio sul sito della Regione Calabria dipartimento infrastrutture e Lavori pubblici ), cui attingere a suo insindacabile giudizio, per incarichi di collaborazione e/o consulenze, inutili o che potrebbero essere comunque svolte dalle figure professionali già esistenti all’interno delle Aziende, senza programmazione del fabbisogno del personale o in presenza di una legge che prevede l’approvazione di una nuova e unica pianta organica all’indomani dell’avvenuta unificazione». Secondo affermano i segretari generali di Fp-Cgil di Cisl-Fp «a oggi il processo di “finto accorpamento” intrapreso in modo artatamente confuso dall’attuale gestione commissariale (che ha prodotto la sola redazione di una bozza di statuto di un’Azienda che, pur non essendo ancora esistente, già viene relegata al ruolo di “ausiliaria del Dipartimento dei Lavori pubblici della Regione Calabria”) ha volutamente escluso il confronto o il coinvolgimento delle associazioni sindacali di categoria e di rappresentanza del personale. Si ritiene, pertanto, sia indispensabile aprire un tavolo di discussione che possa far ritornare al centro, gli obiettivi di edilizia residenziale pubblica propri di queste Aziende tutelando in ogni modo non soltanto l’utenza che pare da circa due anni letteralmente abbandonata, quanto anche il patrimonio professionale e umano dei dipendenti che da anni lavorano all’interno di esse. Dobbiamo infatti ricordare – concludono Iorno e Bevacqua – che vivono dei loro mezzi, dei loro canoni, della progettazione e della direzione lavori sugli appalti cui possono partecipare e che provengono proprio dall’utilizzo dei fondi vincolati Gescal. Il venir meno di questi fondi, vuoi perché vengono utilizzati difformemente alla loro destinazione, vuoi perché sono sempre più esigui e spesso magari vengono dirottati più verso l’edilizia residenziale privata, toglie chiaramente linfa vitale a queste aziende costringendole ad una crisi di liquidità sempre più pressante. Ma ciò che appare più ingiusto è che viene tolta alla collettività la possibilità di avere un’edilizia residenziale pubblica più efficiente. Per quanto su espresso si chiede incontro urgente».

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