Cosenza, ecco il murales dedicato al bomber Marulla

«I primi due murales dedicati dall’amministrazione comunale di Cosenza alla memoria di Gigi Marulla, compianto bomber del Cosenza calcio morto il 19 luglio scorso, adesso non solo sono l’uno attaccato all’altro, in una sequenza continuativa che vedrà diventare questa stessa parete prima del ponte Mancini la “parete dei campioni”, secondo l’annuncio dato dal sindaco Mario Occhiuto, ma è come se il secondo fosse adagiato sul primo, con una naturale consequenzialità non soltanto stilistica ma densa di significato». Lo riferisce una nota del Comune di Cosenza. Il sindaco Occhiuto, davanti a giornalisti, esponenti della tifoseria e al presidente del Cosenza calcio, Eugenio Guarascio, ha presentato ufficialmente alla città il secondo murales per Gigi «nel segno di un impegno istituzionale che non si ferma». «L’opera – si aggiunge nel comunicato – è firmata dall’artista Lucamaleonte, già autore del noto murales dedicato a Francesco Totti su un palazzo di Roma. E se l’opera precedente dedicata a Marulla è un rimando all’assenza che pesa, questa invece è la presenza che ci sarà sempre: il bomber è di spalle, col numero 9 della maglia rossoblù in posa su chi osserva e guarda di sbieco con quel sorriso leggero che andava oltre i veleni del calcio e della vita, appoggiando gli occhi divertiti sul murales lì a fianco». «Lo dovevamo a Marulla – ha detto Occhiuto – non solo come campione dello sport, ma anche come uomo. Era seguito dai giovani e amato a cominciare proprio dai suoi comportamenti. Nel nome di Gigi iniziamo quindi a mettere i tasselli su questa parete che sarà tutta dipinta in ricordo di grandi campioni». Il sindaco è stato ringraziato a sua volta da un emozionato Kevin Marulla, primogenito dell’indimenticato bomber dei lupi: «Sono grato – ha affermato – a tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione di queste opere. Ciò che voglio continuare a far conoscere alla gente di mio padre è un punto di vista non specificamente sportivo. Mio padre è rimasto sempre il ragazzino semplice che era da piccolo a Stilo, nel suo paese, ed un uomo carico di valori. A tratti era in imbarazzo quando qualcuno gli faceva notare la sua grandezza. Con la sua figura vorrei che si stemperassero i toni di uno sport come il calcio, di oggi che ha necessità di prendere una virata verso i veri valori».

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