Ecografo rotto, muore una turista milanese

Una turista milanese è morta in Calabria durante una vacanza: aveva l’intestino perforato ma nel primo ospedale a cui si era rivolta l’ecografo era rotto da due mesi. La vicenda è stata riportata dal Quotidiano del Sud e ora è rilanciata anche da organi di informazione di Milano dopo la denuncia di Massimo Girtanner, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, che chiederà ai parlamentari di interessare il ministro della Salute Beatrice Lorenzin «per avviare le dovute indagini sull’ospedale di Tropea» con riferimento alla morte della donna. Girtanner così racconta la vicenda: «La signora Gilda Rizzo, residente a Milano, in vacanza in Calabria, il 22 agosto dopo essere stata visitata dalla guardia medica si è recata, su consiglio della stessa, al pronto soccorso di Tropea con dolori lancinanti allo stomaco. Al pronto soccorso nonostante l’anamnesi richiedesse ulteriori accertamenti diagnostici ed un ricovero si sono limitati a somministrargli un paio di flebo di soluzione fisiologica e nonostante i risultati degli esami ematologici evidenziassero dei valori alterati veniva dimessa, invitandola a recarsi presso la struttura il lunedì successivo per un’ecografia. Lunedì 24 agosto la signora si è ripresentata all’ospedale con gli stessi dolori lancinanti allo stomaco, i dottori presenti le hanno detto che l’ecografia, da loro prescritta, non era eseguibile perché l’ecografo era rotto da due mesi. Il quadro clinico rimaneva invariato, con gli esami del sangue che riscontravano un rilevante abbassamento dell’emoglobina, i medici presenti eseguivano un riscontro manuale dell’addome della signora rimandandola a casa. Nel pomeriggio i famigliari vedendo che lo stato di salute e i dolori lancinanti allo stomaco peggioravano hanno chiamato l’ambulanza che ha trasportato d’urgenza la signora all’ospedale di Vibo Valentia dove subito, con esami adeguati, hanno riscontrato la perforazione dell’intestino, ma per gli stessi medici il quadro clinico oramai era irrimediabilmente compromesso e non potevano far altro che assistere al decesso della signora». I figli della donna – riferisce ancora Girtanner – «spiegano di avere presentato formale denuncia alla Questura. Crediamo che quanto successo alla mamma non debba più accadere a nessuno. Fino a ieri ascoltavamo esterrefatti le vicende che la cronaca riportava di alcune strutture ospedaliere dove i pazienti per negligenza morivano, oggi è toccato a noi. Nessun risarcimento ci ridarà mamma, la sua inutile morte serva però a scardinare ospedali fatiscenti gestiti in maniera dilettantistica, o creati per assegnare posti. Siamo certi che da noi, in Lombardia, questo non sarebbe capitato’». Girtanner chiede: «Un ospedale per 7000 residenti con reparti di Oncologia, Urologia, Medicina e Chirurgia Generale, non ha un ecografo? Mi come facciano le diagnosi, affidandosi alla palpazione dello stomaco come è successo per la nostra povera cittadina? Io in Calabria non andrò mai in vacanza, è tra quelle regioni che se ti infortuni devi pregare il cielo di tornare a casa sano e salvo. Tutta la mia vicinanza alla famiglia della signora Gilda». Secondo il Quotidiano del Sud fonti qualificate dell’Azienda sanitaria hanno immediatamente smentito la ricostruzione affermando che «la strumentazione è perfettamente funzionante e poi, anche nel caso in cui l’ecografo non fosse stato utilizzabile, c’era comunque in funzione la Tac». Intanto, nelle prossime ore è prevista l’autopsia sul corpo della vittima disposta dalla Procura vibonese, che ha aperto un fascicolo d’inchiesta ordinando il sequestro della cartella clinica a opera della Squadra Mobile.

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Un pensiero su “Ecografo rotto, muore una turista milanese

  1. Dr aldo barbaro

    negli anni passati una “buona palpazione dell’addome” era sufficiente per poter indirizzare al chirurgo il paziente ed una successiva laparatomia ad un tempo esplorativa e curativa permette
    va nella maggior parte dei casi di risolvere positivamente le varie problematiche addominali!
    Il caso in oggetto esprime il livello di professionalità che purtroppo trovasi in alcuni ospedali!
    Dr Aldo Barbaro

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