Precari, la Cisal sollecita la stabilizzazione

«Il momento delicato imposto dal Governo centrale in base alla legge 190/2014 che pone l’ente Regione e tutti gli enti locali in una condizione di blocco assoluto in termini di programmazione per il fabbisogno in base al dettato letterale e dal riferimento contenuto nella premessa del comma 426, cioè della disposizione che detta questa disciplina, alle “previsioni di cui ai commi da 421 a 425”». Lo afferma Gianluca Persico della Cisal. «In sintesi – aggiunge Persico (nella foto) – la necessità di trovare un nuovo posto di lavoro ai dipendenti che le Province collocano in soprannumero e di conseguenza in mobilità, non può che provocare nei lavoratori precari della Regione Calabria (303 unità ex legge regionale 28/2008) un certo nervosismo e notevole preoccupazione dopo quasi 4 lustri in cui hanno rivestito diversi ruoli all’interno della stessa Regione. Questi lavoratori insieme agli 11 Lsu/Lpu che erano rimasti nel bacino in quanto non stabilizzati e, grazie al programma speciale transitorio di cui al dl 101/2013 recepito dalla legge regionale 1/2014 sono stati avviati con contratto a tempo “determinato” in quanto “Precariato istituzionalizzato” riconosciuto e censito con tanto di delibera di Giunta regionale 160 del 10/05/2013 , chiedono solo rassicurazioni sul proprio futuro soprattutto per la situazione di “contingenza” legata all’esiguo monte ore contrattuale e alla conclamata difficoltà di percepire i salari per i noti limiti delle risorse disponibili e del “patto di stabilità” . Per tale ragione, a nostro avviso, sarebbe auspicabile – prosegue il dirigente della Cisal – un confronto con le parti sociali al fine di far conoscere la reale e concreta volontà della Giunta regionale rispetto alla chiusura con tanto di stabilizzazione del procedimento avviato con la legge regionale 1/2014. Come Cisal ci auguriamo che la Regione voglia onorare gli impegni con i propri precari proprio in virtù del grande impegno dimostrato sul fronte degli Lsu/Lpu avviati con medesimo contratto con gli altri enti utilizzatori, con i quali, si è fatto tanto anche in termini di finanziamento con fondi regionali e si continua a lavorare mantenendo un interlocuzione costante con il Governo nazionale che non può che garantire, vogliamo sperare, anche per il 2016 la somma necessaria per la prosecuzione dei contratti nella legge di Stabilità onde evitare una vera e propria “rivolta sociale”». Persico aggiunge: «Ci auguriamo che, al più presto, l’assessore Roccisano possa convocare le parti sociali per tranquillizzare i lavoratori precari della Regione sulla possibilità di riprendere il programma di stabilizzazione che necessita di una vera e propria “pianificazione strategica” che si interseca con il Piano del Fabbisogno e la conseguente rideterminazione della pianta organica che certifica, cessati i limiti imposti dalla normativa nazionale, la “reale e concreta” volontà dell’ente utilizzatore di onorare il rapporto costruito negli anni con i lavoratori. Ricordiamo che è necessario prima concordare in largo anticipo con le parti sociali una proroga prima della scadenza del 31/12/2016, fondamentale per riprendere nel 2017, allorquando cesseranno i vincoli imposti dalla legge 190/2014 e potranno riprendere i percorsi di stabilizzazione avviati nel 2014. Come sindacato, saremo presenti per offrire insieme alle altre organizzazioni sindacali eventuali spunti e proposte concrete per portare a “stabilizzazione definitiva” e ridare dignità a questi lavoratori e alle loro famiglie».

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