Regione, criticità nel Piano della Performance

Un giudizio positivo «sull’impianto metodologico e la struttura degli obiettivi strategici e operativi» ma anche molte criticità da correggere e rimuovere. Così si esprime l’Organismo indipendente di valutazione della Regione, presieduto da Attilio Gorassini, sul Piano della Performance 2015-2017 approvato dalla Giunta il 27 agosto scorso. Nella sua relazione – consultabile al link http://www.regione.calabria.it/controlli/index.php?option=com_content&task=view&id=432&Itemid=100 – l’Oiv anzitutto «non può non rilevare l’eccessivo ritardo nell’approvazione del Piano della performance 2015-2017; ciò rischia di depotenziare l’utilizzo dello strumento che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe essere di avvio, ma che si pone temporalmente in una fase molto avanzata del periodo di riferimento, con tutte le conseguenze che ne possono derivare in tema di serietà dei misuratori e di effettiva tendenza al miglioramento della qualità dei servizi e degli interventi». Inoltre, l’Organismo stigmatizza il ritardo con il quale alcune strutture organizzative dell’amministrazione hanno trasmesso i questionari sui cui si svolge il monitoraggio evidenziando poi come nel Piano della Performance «non tutte le strutture regionali di primo e secondo livello (dipartimenti e settori) sono incluse e, quindi, vi sono strutture per le quali non vi è una misurazione della performance organizzativa». L’Oiv conclude nel senso di «esprimersi comunque positivamente sull’impianto metodologico e la struttura degli obiettivi strategici e operativi definiti nell’ambito del Piano della performance 2015-2017» rappresentando tuttavia «con riferimento agli aspetti critici l’esigenza che gli stessi vengano affrontati in un processo che, pur nella sua gradualità, porti a riconoscere con tangibile tempestività alcuni momenti essenziali di inequivoco passaggio ad una situazione di normale funzionamento del ciclo di gestione della performance che – si legge nella relazione sul Piano della Giunta – superi la logica di “mero” adempimento e rientri pienamente nell’ambito degli strumenti in cui possa pienamente esplicarsi l’azione manageriale e la conseguente valutazione della performance organizzativa e individuale».

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