Sos giustizia civile, le “ricette” di Orlando per la Calabria

«Attenzione all’organico, bando tirocinanti, costituzione ufficio del processo che affianchi il giudice, collaborazione con l’avvocatura per affrontare le controversie civili fuori dal processo, informatizzazione». E’ questa la “ricetta” illustrata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando per aiutare il funzionamento della giustizia in Italia. Il ministro ha evidenziato questi interventi al termine dell’incontro tenuto oggi nel tribunale di Lamezia Terme. Secondo Orlando «tutto questo può dare una mano per ottenere il risultato che serve». Il ministro ha evidenziato che all’incontro lametino hanno partecipato tutti i direttori generali del ministero, spiegando che esiste una difficoltà legata ai magistrati di prima nomina: «C’è un problema serio di incentivo a permanere qui – ha detto il ministro – e di utilizzo dei giudici al primo incarico, per questo serve un provvedimento normativo». Orlando ha poi rimarcato come «la mafia si combatte anche facendo funzionare bene il processo civile. Davanti alla forte presenza criminale, quando attendi dieci anni per avere giustizia, rischi che altri soggetti si incarichino di dirimere quella controversia e di lucrare una posizione. Quando cade la credibilità delle istituzioni e si allungano questi tempi, si lascia spazio a soggetti che si rafforzano anche dal punto di vista criminale». Secondo il ministro, dunque, «molte disfunzioni del civile creano l’humus che poi va a finire nel penale. Fare funzionare bene il civile permette di liberare risorse per il penale – ha sostenuto il Guardasigilli – per questo contrapporre i due termini è sbagliato». Il ministro ha poi elogiato la commissione Gratteri che «ha svolto un lavoro importante che già si sta concretizzando in diversi ambiti, come quello sui reati ambientali». Infine Orlando ha annunciato che tornerà presto in Calabria: «Si è fatto un buon lavoro e costruito un percorso di collaborazione. Ora impegni e progetti devono diventare risultati e ci sono tutte le condizioni perché questo avvenga. Faremo una ricognizione ulteriore rispetto ai problemi che abbiamo trovato e anche alle soluzioni individuate».

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