Inchiesta Anas, il Gip: Meduri «oscuro faccendiere»

«Oscuro faccendiere». Così il Gip definisce l’ex presidente della Regione ed ex sottosegretario alle Infrastrutture Gigi Meduri, arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Dama Nera” su un presunto sistema corruttivo composto da politici e dirigenti dell’Anas. Nell’ordinanza cautelare gli investigatori annotano che Meduri (nella foto – tratta dall’Ansa – al momento del suo arresto) avrebbe svolto il ruolo di mediatore in una tangente che chiama in causa i vertici dell’Anas. Secondo l’accusa in particolare l’ex sottosegretario avrebbe veicolato a due imprenditori precise richieste di denaro provenienti dai dirigenti della società. «Meduri ha certamente una funzione di supporto non indifferente – scrive il gip – dal momento che lui stesso richiama gli imprenditori ai loro illeciti doveri ove gli stessi versino in ritardo sui pagamenti. È Antonella Accroglianò (dirigente responsabile dell’Anas, è lei la “Dama nera” che ispira il nome in codice dell’operazione) che dice di aver recuperato una delle tranche corruttive grazie a Meduri al quale lei si rivolge quando “quelli” spariscono. E d’altra parte – prosegue il gip – il suggerimento di stringerli ai fianchi per recuperare il denaro proviene proprio dal politico». Il quale, a sua volta, chiede che la Accroglianò «si interessasse per far assumere all’Anas due geometri da lui raccomandati». Il nome di Meduri viene inoltre associato dagli inquirenti ad un altro episodio. La Accroglianò infatti è indagata anche per voto di scambio in coincidenza con le elezioni regionali in Calabria dello scorso anno. Stando al capo di imputazione, la funzionaria si sarebbe attivata per favorire l’assunzione di un soggetto calabrese (Pasquale Perri) in una società collegata alla stessa Anas. In cambio l’uomo avrebbe dato e promosso presso parenti e amici il sostegno elettorale in favore di Galdino Accroglianò (fratello dell’arrestata e poi non eletto), alle elezioni del consiglio regionale della Calabria. In questo contesto Meduri – scrivono gli investigatori – «era l’interfaccia politico nella raccolta di pacchetti di voti» per sostenere la candidatura del fratello della Accroglianò al consiglio regionale: la contropartita della mancata elezione (era candidato nelle liste dell’Udc) sarebbe stato un importante incarico in una partecipata della Regione Calabria.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...