L’Anpi di Reggio: no allo stravolgimento della Costituzione

«E’ una vergogna. Siamo di fronte a qualcosa di intollerabile: la nostra Carta Costituzionale viene stravolta e viene non “riformata”, ma “deformata” da questa maggioranza e da questo Governo, con l’avallo dell’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che interviene a difesa della proposta di stravolgimento». Lo afferma Sandro Vitale, presidente dell’Anpi di Reggio Calabria. «La Costituzione Repubblicana, nata dalla lotta di Liberazione contro la barbarie del nazi-fascismo, fu il punto di approdo della lunga e travagliata storia della costruzione della Democrazia nel nostro paese; fu – prosegue Vitale – la felice sintesi dell’incontro delle tante culture ideali e politiche che alimentarono la Resistenza e al tempo stesso l’antidoto per impedire tentativi di restrizione della democrazia al fine di re-insediare concezioni e pratiche autoritarie. L’attuale Parlamento, cioè un Parlamento eletto con una legge dichiarata anti-costituzionale dalla Corte Costituzionale, della quale era membro Sergio Mattarella, oggi Presidente della Repubblica, si è arrogato il diritto di modificare/stravolgere la legge elettorale e la Costituzione, a tappe forzate e a colpi di maggioranze a geometria variabile, sfigurando/deformando l’assetto democratico della nostra Repubblica». Secondo il presidente dell’Anpi di Reggio Calabria «lLe modifiche costituzionali combinate con la nuova legge elettorale, stravolgendo i contenuti della democrazia rappresentativa, introducono un modello di “premierato assoluto” che realizza un’intollerabile concentrazione di potere nelle mani del governo e del suo “capo”, attribuendo ad un unico partito (che potrebbe essere espressione di una minoranza di cittadini elettori) potere esecutivo e potere legislativo, attraverso le modifiche contestuali delle attuali regole per la nomina del Presidente della Repubblica e dei componenti della Corte Costituzionale, organismi fondamentali di garanzia della democrazia costituzionale. La centralità del Parlamento, voluta dai Padri Costituenti a garanzia della libertà e della democrazia, viene drasticamente ridimensionata e – aggiunge Vitale – il Parlamento ridotto alla funzione di ratifica delle decisioni e dei provvedimenti del governo, introducendo in maniera subdola il passaggio da una democrazia parlamentare-rappresentativa ad una Repubblica di tipo presidenziale». Vitale conclude: «Indignarsi è giusto ma non basta. Salvaguardare la democrazia e la nostra Carta Costituzionale deve essere l’impegno prioritario di tutti i cittadini che si riconoscono, al pari dei partigiani e dei “nuovi resistenti” dell’Anpi., nei valori fondanti della nostra Carta Costituzionale. Diciamo no alla stravolgimento della Costituzione, mirato a sottrarre potere ai cittadini e a minare l’eguaglianza tra i cittadini-elettori, ed impegniamoci a fermare/sconfiggere questo progetto politico che, attraverso l’inganno di un processo “riformatore”, vuole riportare indietro le lancette della storia verso la riduzione della democrazia, progetto che più volte è emerso negli anni più bui della storia della nostra Repubblica».

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