Processo “Oragate”, inchiesta sulle mancate notifiche

La Procura di Cosenza ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulle mancate notifiche che da un anno stanno bloccando il processo “Oragate”. Lo riferisce la Gazzetta del Sud. Nel processo è coinvolto lo stampatore Umberto De Rose (nella foto), ex presidente di Fincalabra, accusato di violenza privata per non aver fatto arrivare nelle edicole il giornale “L’Ora della Calabria”, diretto da Luciano Regolo, al fine di evitare la pubblicazione della notizia del coinvolgimento del figlio del senatore Tonino Gentile in un’indagine giudiziaria. La Procura, che ipotizza il reato di omissione di atti d’ufficio, si è mossa in seguito all’esposto dell’avvocato e politico Aurelio Chizzoniti, intenzionato a costituirsi parte civile. Nell’esposto Chizzoniti rende noto che «i carabinieri di Rende si sono rifiutati di eseguire la notifica a Umberto De Rose» chiedendo «la punizione dei colpevoli, per i reati di omissione in atti d’ufficio e falso ideologico omissivo nei confronti degli ufficiali giudiziari procedenti». Chizzoniti sottolinea «l’impareggiabile onestà intellettuale del giudice Manuela Gallo che senza tentennamenti ha disposto la verbalizzazione della cruda realtà», e ritiene «gravissimo il rifiuto cei Carabinieri che hanno evocato l’articolo 148 del codice di procedura penale, che solleva la Polizia giudiziaria dal compito delle notifiche sottolineando che trattasi di una previsione codicistica claudicante, ovvero priva di sanzione, tant’è che la Corte Suprema di Cassazione ha ripetutamente ribadito l’efficacia della notifica effettuata in deroga all’articolo 148 codice procedura penale attesa l’assoluta carenza di una norma ad hoc che ne conclami la nullità». Nell’esposto Chizzoniti considera, poi, «non meno grave la posizione degli ufficiali giudiziari procedenti in servizio presso l’Unep (Ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti) del Tribunale di Cosenza che hanno esercitato disinvolte quanto pericolosissime ancorché paludose opzioni, poiché l’imputato fin qui “miracolato” (De Rose, ndr) è persona estremamente conosciuta in tutta la Regione Calabria e segnatamente a Cosenza e Provincia non soltanto per l’attività di imprenditore esercitata ma anche per via dei numerosi incarichi istituzionali ricoperti». Chizzoniti aggiunge: «Il processo contro De Rose non decolla avendo subito a causa delle ripetute omesse notifiche tre inevitabili rinvii alle udienze del 5 dicembre 2014, 20 aprile 2015 e 20 ottobre 2015 con fisiologico aggiornamento al 5 gennaio 2016 quando si verificherà la caratura degli spettri vaganti nella penombra dei corridoi della giustizia il cui operato, allo stato, si scontra comunque con le notifiche ritualmente andate a buon fine nei confronti di De Rose imputato in altro procedimento penale in corso innanzi il Tribunale di Catanzaro».

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