Accesso al credito, allarme di Confesercenti

Nelle sue periodiche analisi della situazione economica del nostro Paese l’Osservatorio del Credito di Confesercenti « ancora una volta non ha potuto fare altro che costatare le pesanti difficoltà che le nostre imprese devono affrontare per arrivare a tagliare, ancora in vita, il difficile traguardo di fine crisi». Lo evidenzia Confesercenti Calabria secondo cui «in particolare non si placa la preoccupazione per le continue difficoltà riscontrate nell’accesso al credito per le aziende del Sud Italia, specialmente per quelle di piccola dimensione, che, com’è noto, non hanno altri canali, se non quello bancario, per l’acquisizione di risorse economiche. A confermare che il trend non ha ancora cambiato segno, confermandosi negativo, è Banca d’Italia che ha consegnato i dati relativi alla erogazione di finanziamenti riguardanti il mese di settembre che fanno registrare, nonostante un piccolo miglioramento delle sofferenze bancarie, un passaggio, dal già preoccupante -2% di agosto, al -2,3% del nono mese del 2015. Una, seppur contenuta, boccata d’ossigeno per l’aziende di piccola e media dimensione, arriva dalla presenza del Fondo di Garanzia e dei Confidi tra cui Comfidi Italia i quali, anche grazie all’apporto di professionisti e associazioni di categoria come Confesercenti, permettono agli imprenditori del mezzogiorno di   ricevere quel supporto all’accesso al credito senza il quale le loro realtà, costruite e sviluppate negli anni con sacrificio, senso di responsabilità e abnegazione, probabilmente non avrebbero avuto futuro». A parere di Confesercenti «malgrado il prezioso strumento messo al servizio degli imprenditori a garanzia degli istituti di credito, è assolutamente necessaria una rimodulazione del Fondo di Garanzia in funzione delle imprese minori e dei Confidi, in quanto, se si vuole favorire l’accesso al credito sono queste le leve principali da attivare. È necessario limare ulteriormente i requisiti di accesso e, al contempo, uniformare e allargare le maglie dei vari rating bancari, troppo spesso freddi numeri incapaci di dare realmente un effettivo valore all’azienda che necessita di assistenza finanziaria. La beve analisi delle dinamiche di accesso al credito, consentono quindi di confermare, come già fatto nei mesi scorsi, che è ancora presto per dichiarare la fine del credit crunch nei confronti delle imprese italiane, specie per quelle minori dell’area Obiettivo 1, costrette a prestare crescenti garanzie in quanto ritenute meno affidabili, nonostante le recenti statistiche ufficiali sulla rischiosità media dicano esattamente il contrario».

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