Terrorismo, la ‘ndrangheta “protegge” la Calabria

«L’Italia riesce a proteggersi dagli attacchi terroristici in soli due modi: con l’elaborazione precisa dei “segnali deboli”, che permette intercettazioni mirate e interventi preventivi, e con la mafia». E’ quanto afferma un ex agente dei Servizi segreti intervistato da Panorama dopo gli attacchi terroristi a Parigi che stanno destando allarme anche nel resto d’Europa, Italia compresa. «Potenziali attentati – prosegue l’ex agente segreto, nome in codice “Edera” – potrebbero essere portati a segno solo da Napoli in su. Dal capoluogo partenopeo in giù la presenza delle organizzazioni criminali che controllano il territorio non permettono la permeabilità dei terroristi nelle loro zone. Le cellule legate all’estremismo islamico possono solo attraversare quelle zone, ad esempio, la Sicilia, la Calabria, la Puglia e la Campania ma non è permesso loro di fermarsi. La camorra, la ‘ndrangheta e la mafia possono semmai solo guadagnare dal loro passaggio ma sanno che la presenza in loco di questi soggetti potrebbe solo danneggiarli. E viceversa. Anche gli stessi terroristi – conclude l’ex 007 parlando con Panorama – sanno che il controllo sul territorio esercitato dagli stessi mafiosi rischierebbe di farli entrare nel mirino degli investigatori».

 

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