Processo ai “corvi” in Vaticano, lo sfogo della Chaouqui

Nell’udienza di oggi del processo che si apre in Vaticano per la diffusione di notizie riservate della Santa Sede “ripresento l’istanza per avere il mio difensore al mio fianco in questa prova, se non l’accolgono il Vaticano si macchierà del delitto di avermi negato in un processo di importanza vitale l’unica persona che avrei voluto con me”. Lo annuncia su Facebook uno dei cinque imputati, Francesca Immacolata Chaouqui, la cosentina (è nata 30 anni fa a San Sosti) accusata di essere una dei “corvi” del Vaticano. La Chaouqui chiederà in aula di essere difesa dal suo legale di fiducia, avvocato Giulia Bongiorno, cui il Vaticano ha negato l’autorizzazione ad esercitare la difesa nel processo. Ieri, vigilia dell’inizio del processo, sempre sulla sua pagina facebook la Chaouqui si è sfogata scrivendo: “Prego e mi chiedo la ragione per cui Gesù mi sta sottoponendo a questa prova”. Insieme alla Chaouqui sono imputati monsignor Balkda, Maio e i giornalisti Nuzzi e Fittipaldi.

 

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