La Regione verso il Bilancio sociale

Si è riunito, presso gli uffici del Dipartimento Bilancio della Regione Calabria, il gruppo di lavoro interdipartimentale preposto alla elaborazione, redazione e diffusione del primo progetto di Bilancio sociale di cui la Regione Calabria vorrà dotarsi. Si tratta del primo adempimento previsto dalla deliberazione 439 del 27 ottobre scorso, con la quale la Giunta regionale, su proposta del vicepresidente Antonio Viscomi, ha inteso procedere all’adozione dell’atto di indirizzo per l’approvazione del Bilancio Sociale con lo scopo di diffondere e sviluppare un orientamento teso a rendere accessibile, trasparente e valutabile l’operato di chi amministra. «In Italia – ha esordito Viscomi – attualmente, non vige alcun obbligo normativo che imponga la redazione e l’adozione di tale “documento” nella pubblica amministrazione, ma in Calabria – ha proseguito – la “responsabilità sociale”, a cui bisogna costantemente richiamarsi, deve poter contribuire a promuovere nuovi modelli di corretta ed equilibrata amministrazione, al servizio dell’interesse pubblico”. Il gruppo interdipartimentale, composto dai referenti del Dipartimento Bilancio, Programmazione, Lavoro e Politiche sociali, Tutela della Salute, unitamente ai settori della Società dell’informazione e del Controllo strategico e di Gestione, ha recepito gli adempimenti previsti dalle Linee di indirizzo approvate dalla Giunta regionale, lo scorso ottobre. In particolare, dopo una propedeutica fase di ascolto e recepimento di ogni singolo contributo, si è provveduto a definire un primo schema di progetto esecutivo che, nella sua versione definitiva, verrà approvato dalla Giunta regionale prima di poter essere strutturato e diffuso, in un documento unitario, all’esterno e all’attenzione dei portatori di interesse verso cui l’azione amministrativa regionale è rivolta». Il vicepresidente Viscomi, a più riprese, ha sottolineato una ferma volontà e sostegno, da parte dell’intero esecutivo, in favore di un’iniziativa «di grande trasparenza a cui è necessario giungano anche i contributi e le proposte di soggetti esterni al gruppo di lavoro consolidato, al fine di poter definire e approvare uno strumento davvero democratico, rappresentativo e partecipato».

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