Pd e Regione, Minniti: 2015 ok, ora il salto di qualità

Per il Pd calabrese e la Giunta Oliverio il bilancio del 2015 è positivo ma ora è necessario «il vero salto di qualità». Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Marco Minniti, intervenuto allo scambio di auguri di fine anno nella sede regionale del Pd. Minniti ha parlato alla presenza del segretario regionale dem Ernesto Magorno, parlamentari, consiglieri regionali e amministratori, mentre non c’era il presidente della Regione Mario Oliverio trattenuto alla Cittadella da una seduta di Giunta. «Oggi – ha aggiunto Minniti – c’è un altro segnale di unità e di compattezza del Pd calabrese, in linea con l’esito – che non era scontato – dell’assemblea regionale del partito dello scorso 28 novembre, che ha rappresentao un elemento di svolta, resa evidente da un fattore: l’impegno del Pd nella sfida del governo del Paese e della Calabria, sfide che sono intimamente legate. Sul piano nazionale, come ha dimostrato la conferenza stampa di Renzi, ci sono già chiari risultati, mentre sul piano regionale il 2015 ha evidenziato una Calabria che oggi è nelle condizioni di guardare con ottimismo al proprio futuro, per questo va dato atto al presidente Oliverio e alla sua Giunta di lavorare bene e di aver recuperato la credibilità della regione nel rapporto con il governo nazionale e con l’Europa. Si tratta – ha evidenziato il sottosegretario – di un patrimonio straordinario, che ora va saputo utilizzare, un patrimonio che ha incontrato anche l’attenzione del governo nazionale verso la Calabria: lo dimostrano i recenti provvedimenti, come la legge di stabilità e il decreto “Mille proroghe”, che in genere nel passato in questi giorni erano molto amari per la Calabria mentre adesso le cose sono molto diverse. Il Pd si è saputo muovere come un “sol uomo” e bisogna date atto alla rappresentanza parlamentare calabrese del partito, che ha acquistato un suo peso e si è mossa in modo unitario, avendo un’idea comune del bene della Calabria pur nella normale dialettica interna a un partito». Ancora Minniti: «Abbiamo dato risposte alle emergenze sociali ed economiche della Calabria e alle esigenze di migliaia di famiglie calabresi, oggi dobbiamo concentrarci sul vero salto di qualità, che ha due elementi fondamentali: il primo obiettivo del Pd calabrese e della Giunta regionale è far sì che la ripresa economica che sta conoscendo l’Italia coinvolgerà anche la Calabria. In passato alla crescita del Paese non è corrisposta la crescita della Calabria, adesso dobbiamo mettere il segno + al Pil calabrese. E’ una sfida più complicata di quella nazionale, ma dobbiamo lavorare per vincerla. Il secondo punto è fare in modo che si parli della Calabria non solo perché abbiamo affrontato le emergenze ma perché abbiamo affrontato il tema dello sviluppo, bisogna insomma pensare al futuro, alle nuove generazioni: si tratta non più di difendere soltanto i posti di lavoro che ci sono ma di crearne di nuovi. In questo contesto – ha osservato Minniti – il piano della Regione con l’Unione europea per l’utilizzo dei fondi comunitari è strategico così come il “Patto per la Calabria” con il governo nazionale che è il “cuore” della questione. Bisogna inoltre tener presente che nel momento in cui il baricentro della politica europea si va spostando nel Mediterraneo, la Calabria ha una collocazione strategica. Si dice sempre che la Calabria non può fare a meno dell’Italia, ma anche l’Italia non può più fare a meno della Calabria. E’ una dichiarazione che fino a qualche tempo fa era apodittica ma che oggi è più reale e più concreta». Minniti ha quindi concluso: «Nel 2016 abbiamo due grandi obiettivi: vincere le elezioni amministrative, lavorando a coalizioni ampie e con spirito civico, con scelte condivise altrimenti si faranno le primarie. Sono elezioni che anche in Calabria sono una verifica importante. E poi il referendum costituzionale sulle riforme, e anche qui la Calabria dovrà partecipare con la forza che ha già dimostrato in altre occasioni, a esempio quando bloccò le riforme antimeridionali di Berlusconi. Il Pd in questa fase dovrà preservare il pluralismo ma questo pluralismo dev’essere gestito evitando l’anarchia, perché l’anarchia fa stare fermi e un Pd fermo non è solo una perdita per il partito ma è una perdita per la Calabria, perché mai come adesso il Pd rappresenta le esigenze più profonde dei calabresi. L’unità del partito non è un fine ma è uno strumento per fare le cose e raggiungere risultati, e il Pd unito l’ha dimostrato con i risultati conseguiti in Parlamento e con il nuovo rapporto con governo nazionale ed Europa da parte della Giunta regionale. Il 28 novembre abbiamo siglato un patto unitario per un progetto per la Calabria, ora questo patto e questo progetto vanno curati e realizzati partendo da un’idea di fondo: sentire l’orgoglio di essere del Pd calabrese». (a. c.)

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