Vatileaks, la Chaouqui: penso a un mio ritorno in Calabria

«Credo in questa terra e nei miei futuri progetti c’è di tornare qui e investire qui». Lo ha detto Francesca Immacolata Chaouqui, già membro della commissione pontificia sull’Organizzazione economico-amministrativa della Santa Sede, al centro del caso “Vatileaks 2” per una fuga di notizie riservate del Vaticano. In conferenza stampa a San Sosti (nella foto), suo paese natale nel Cosentino, la Chaouqui ha parlato del processo che vede lei e monsignor Lucio Vallejo Balda accusati di aver divulgato documenti vaticani riservati. La Chaouqui è arrivata in moto nel luogo in cui si è tenuto l’incontro con i giornalisti sulle note di “Io non ho paura”, di Fiorella Mannoia, assieme ai familiari e tanti suoi concittadini. «Quando mi chiamarono per dirmi che dovevo andare in Vaticano d’urgenza, il giorno che mi arrestarono, mi interrogarono per 6 ore. E io dissi che ero incinta – ha detto Chaouqui, in lacrime – Capii subito cosa stava accadendo e pensai a monsignor Balda, e a come fosse affascinato dal giornalista Gianluigi Nuzzi. Ma monsignor Balda gli ha consegnato dei documenti solo per sostenere che la riforma di Francesco ancora non è stata messa in pratica – ha detto la Chaouqui – e c’è una sofferenza alla base del gesto, non una volontà di vendetta o di ripicca». «La mia vita – ha spiegato poi la pr ai giornalisti – è stata consacrata alla missione del Santo Padre di cambiare la Chiesa, il mio problema era aiutare il Santo Padre, non avere un posto in Curia», e per questo «rifarei le stesse scelte perché se uno crede in ciò che fa deve andare fino in fondo». Dopo qualche giorno dalla nomina alla commissione «qualcuno ha voluto far capire al Papa che le nomine non si fanno così». Ecco quindi spiegato l’arrivo un dossier dalla Segreteria di Stato «sulla mia vita», con « foto prese da Facebook, cose di una vita normale di una persona normale, e tanti screenshot di twitter assolutamente falsificati. Fu fatto avere alla stampa e fece il giro del mondo, facendo capire che la scelta di Papa Francesco era sbagliata». Tra i punti che Chaouqui ha voluto chiarire, anche il suo ruolo nel coinvolgimento dell’editore Paolo Berlusconi (indagato per concussione dalla Procura di Roma) nell’inchiesta che coinvolge la stessa pr e il marito Corrado Lanino sulla compravendita del castello di San Girolamo a Narni. «Da parte mia – ha spiegato Chaouqui – «non c’è stata alcuna pressione su Paolo Berlusconi perché il suo giornale non mi attaccasse, e lo ha detto anche lui». «Il lavoro della nostra commissione è stata una vera Via Crucis – ha detto Chaouqui – e la mia permanenza in Vaticano è stata un’esperienza complessa. La Curia che resiste a Francesco esiste, ma la maggior parte è a favore delle riforme».

 

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