Regione, Viscomi: ecco come cambierà la burocrazia

Un unico livello dirigenziale per rompere le incrostazioni di potere del passato e per semplificare il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione. Su questa direttrice si fonda la riforma della burocrazia della Regione che il vicepresidente della Giunta Antonio Viscomi, assessore al Personale, ha illustrato in un convegno a Catanzaro organizzato dal circolo “Lauria” del Pd. Parlando con i giornalisti a margine dell’iniziativa, Viscomi ha illustrato i contenuti della riforma, che è in corso di realizzazione. «La Regione – ha esordito Viscomi (nella foto al centro, con il segretario del circolo Pd “Lauria”, Pasquale Squillace, a sinistra e con il docente Unical Guerino D’Ignazio) – ha una linea di comando e di controllo molto lunga, su tre-quattro livelli dirigenziali: dirigenti di servizio, dirigenti di settore, direttori generali. Per sapere dov’è una pratica bisogna capire dove andare e a chi rivolgersi. Poiché c’è una legge nazionale che parla di qualifica dirigenziale unica e una legge regionale del 2012 dello stesso tenore, la soluzione è eliminare o almeno ridurre drasticamente questa catena di comando così lunga e introdurre un unico livello dirigenziale: non ci saranno più dirigenti di servizio e di settore, ma ogni dirigente avrà la sua sfera di responsabilità. Sarà salvaguardata la dignità del singolo dirigente ma sarà stabilita anche una sua responsabilità, in modo che non potrà più nascondersi dietro una catena di comando così lunga. Ogni dirigente – ha spiegato il vicepresidente della Giunta regionale – avrà le sue competenze: se le svolge bene o no si vedrà, se ci saranno i risultati sarà premiato, altrimenti sarà responsabilizzato. Questo servirà al cittadino per semplificare i rapporti con l’amministrazione, perché il cittadino saprà che cosa può fare il singolo dirigente e potrà interloquire direttamente con l’amministrazione. Gli obiettivi della riforma sono infatti la semplici fazione dei rapporti tra cittadino e amministrazione e anche una razionalizzazione delle risorse e delle spese». «La riforma – ha poi aggiunto Viscomi – si sta realizzando, in queste settimane sono state completante le caselle con l’individuazione delle risorse, del personale e delle procedure, è già iniziata la “pesatura” dei settori e subito dopo partirà l’interpello. Si puntava a chiudere entro il 29 gennaio ma la visita del presidente della Repubblica Mattarella fa slittare di qualche giorno: tuttavia siamo in perfetta linea con il crono programma che abbiamo stabilito». Ancora Viscomi: «La rotazione dei dirigenti è uno degli elementi dell’assegnazione dell’incarico dirigenziale: una volta fatta la pesatura si procederà all’interpello, cioè i dirigenti saranno chiamati a dire a quale settore intendono andare. Nei criteri di attribuzione degli incarichi dirigenziali si terrà conto del punto di equilibrio tra esperienza, competenza e anche capacità di innovare: le cose non possono stare ferme, perché è lì che si creano le incrostazioni di potere che invece la nostra riforma vuole eliminare. Per molti anni la Regione ha avuto oltre 130 dirigenti, dei quali 50 di settore e il resto di servizio, ora saranno dirigenti allo stesso livello. Quindi – ha concluso il vicepresidente della Giunta regionale – c’è una frammentazione del potere dirigenziale e questo non potrà non portare alla rottura di quelle incrostazioni». (a. c.)

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