Magistratura sotto organico, i tribunali calabresi rischiano la paralisi

«Le piante organiche di tutti gli uffici del distretto (requirenti e giudicanti) sono inadeguate sia in relazione al numero dei magistrati che a quello del personale amministrativo». E’ l’allarme lanciato dal presidente della Corte d’appello di Catanzaro Domenico Introcaso nella sua relazione alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Introcaso, che ha parlato di «grave situazione», ha in particolare rimarcato come «le scoperture di organico sono ormai endemiche dal punto di vista quantitativo: a stabili percentuali corrispondono solo modificazioni soggettive dei giudici trasferiti ma costanza nel numero; il risultato è un movimento migratorio costante in uscita con entrate costituite da magistrati ordinari di prima destinazione che, per vincoli ordinamentali, non possono svolgere funzioni penali di maggior rilievo tanto da determinare la paralisi in taluni uffici con ricorso ad applicazioni infradistrettuali od endodistrettuali, in pregiudizio della già carente efficienza degli uffici di provenienza. Il disagio trova espressione nel rischio di paralisi incombente sull’attività dei Tribunali di Catanzaro, Paola e Vibo Valentia per i quali è stata inoltrata richiesta di applicazione extradistrettuale». Secondo il presidente della Corte d’appello di Catanzaro poi «non minori sono i problemi che affliggono le procure della Repubblica presso i tribunali del distretto, le cui piante organiche sono anch’esse inadeguate soprattutto in relazione al crescendo della criminalità di stampo mafioso in alcune zone particolarmente “calde” della regione Calabria (zone che, peraltro, ricoprono pressoché l’intero territorio). Nel medesimo ambito – ha aggiunto Introcaso – si pongono le riflessioni del procuratore distrettuale di Catanzaro: “Il numero dei magistrati assegnati alla Procura della Repubblica è di 21 unità (comprensive del procuratore della Repubblica e di 2 procuratori aggiunti) e, allo stato, risultano scoperti 5 posti (su 18) di Sostituto Procuratore 3 dei quali – a breve – saranno coperti con l’arrivo dei Mot. L’attuale organizzazione interna dell’Ufficio prevede 7 magistrati addetti alla Direzione distrettuale antimafia, 10 alla procura ordinaria e 1 part-time al terrorismo ed alle misure di prevenzione ma, attese le carenze di organico, la Direzione distrettuale antimafia è composta da 6 magistrati e la Procura ordinaria da 7 sostituti”. Il dato trova ulteriore allarme nel corrispondente ufficio Gip-Gup distrettuale gravato da assenze tali da incidere sull’intera organizzazione dell’Ufficio con continui “travasi” dalle sezioni civili al Gip: la instabilità pregiudica gravemente i servizi». Per questo il presidente della Corte d’appello nella sua relazione ha ribadito che «l’allarmante pendenza nel distretto richiede oltre che interventi di tipo organizzativo e di normazione secondaria, di approfondite riflessioni sulle logiche di sistema. La prospettiva proposta non è finalizzata alla giustificazione ma costituisce strumento rigoroso di analisi ed ipotesi di soluzione sempre in chiave di accountability». Introcaso ha infine osservato come «le scoperture del personale magistratuale media è nei 7 tribunali del 30%, con punta massima del 61% – la più elevata d’Italia – a Paola». Nel dettaglio, ecco le percentuali di scopertura: Tribunale di Castrovillari: 25%; Tribunale di Catanzaro: 34%; Tribunale di Cosenza: 12%; Tribunale di Crotone: 16%; Tribunale di Lamezia Terme: 33%; Tribunale di Paola: 61%; Tribunale di Vibo Valentia: 26%. (a. c.)

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