Sos criminalità in Calabria, il ministro Alfano minimizza…

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano “minimizza” l’emergenza criminalità in Calabria. Nel corso del question time alla Camera Alfano risponde con un freddo burocratese all’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata di Forza Italia Jole Santelli. Nell’atto di sindacato ispettivo la Santelli ha chiesto al ministro dell’Interno quali iniziative il governo intende attuare per «tutelare gli amministratori locali e le imprese calabresi, in presenza di una escalation di attentati e intimidazioni, garantendo una maggiore presenza dello Stato in Calabria». «Negli ultimi mesi – ha aggiunto la Santelli – si sta assistendo in Calabria a una escalation continua di attentati, gli ultimi proprio questa settimana, dall’attentato all’impresa Federico, a Locri, agli attentati di ieri e di oggi a Lamezia. Troppi gli attentati e gli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali, non da ultimo, forse da primo, l’inquietante evento accaduto al dottor Nicola Gratteri. Una situazione che sicuramente ha creato allarme e insicurezza in generale. A ciò purtroppo ha corrisposto un assordante silenzio da parte del Governo. C’è – ha proseguito la deputata di Forza Italia – una consapevolezza piena della situazione  C’è una strategia di insieme, signor ministro? Quali sono le iniziative che ritenete di prendere? C’è attenzione? Avremo il segnale che lo Stato esiste in Calabria?». Ecco la risposta di Aklfano secondo quanto riportato dal resoconto stenografico della seduta della Camera. « Già nel 2014, nell’audizione presso la Commissione presieduta dall’onorevole Lo Moro, misi in luce la necessità di dare vita ad alcune iniziative che avrebbero potuto consentire, sia dal punto di vista amministrativo, che dal punto di vista normativo, una migliore conoscenza del fenomeno e un più efficace intervento. Ho avviato tutto quello che mi ero personalmente impegnato ad avviaree, in piena sintonia con queste indicazioni che avevo dato, abbiamo costituito un osservatorio permanente partecipato anche dai rappresentanti delle autonomie locali, che ha il compito di raccogliere ogni informazione utile proprio per fornire una visione complessiva del fenomeno delle intimidazioni. Questo Osservatorio sta per essere insediato ufficialmente con la partecipazione dei presidenti di Anci e Upi e si articolerà in sezioni regionali che sono costituite presso le prefetture capoluogo e sarà alimentato con cadenza semestrale da un flusso informativo relativo ai vari episodi di intimidazione registrati. L’iniziativa che parte da un’analisi sistemica consentirà anche di tipizzare tutte le forme più consuete attraverso le quali si consuma il tentativo di condizionamento, e l’iniziativa dell’Osservatorio si prefigge di mettere in campo le misure più adeguate a sostegno degli amministratori colpiti o che siano da considerare a rischio. Contemporaneamente – ha spiegato il ministro dell’Interno – abbiamo dato piena attenzione agli   amministratori a rischio. Quindi, coordinata dai prefetti, da tempo è operativa una procedura di valutazione collegiale dei singoli fatti intimidatori, improntata alla massima tempestività, che viene svolta con la partecipazione non solo dei vertici delle forze di polizia, ma anche con il coinvolgimento dell’amministratore interessato e dei magistrati delle procure distrettuali. Il livello di protezione, quello adeguato, e il corrispondente dispositivo tutorio sono valutati anche dall’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, che ha specifiche competenze nei casi in cui la condizione di rischio sia collegata a fatti di matrice mafiosa o di criminalità organizzata. Ventiquattro – ha ricordato infine Alfano – le misure adottate in questo specifico ambito su diretta determinazione dell’Ucis, mentre sono circa mille, esattamente 964, i dispositivi approntati su decisione delle autorità provinciali di pubblica sicurezza. Di queste misure, 158 riguardano amministratori di enti locali calabresi. Sul piano normativo, ho anche proposto di estendere agli amministratori locali i benefici previsti dalle disposizioni antiracket». Nella sua controreplica la Santelli si è detta anzitutto «insoddisfatta» della risposta del ministro dell’Interno, per poi aggiungere: «Se dal 2014 sono in vigore queste misure – e nonostante anche i provvedimenti di protezione che arrivano però successivamente, sicuramente per tutelare il singolo – e sussiste l’escalation che indicavo, vuol dire che tutte queste azioni sono azioni di gran forma, ma di poca sostanza sul territorio. Però quello che mi interessava, signor Ministro, è che il problema degli amministratori locali è un sintomo a cui sono legati atti intimidatori sulle imprese e, in generale, una situazione di insicurezza. Quello che – ha proseguito la parlamentare di Forza Italia rivolgendosi ad Alfano – io chiedo a lei – e le chiedo un’oggettiva sensibilità da siciliano, quindi da persona del sud – è che alcuni elementi non siano trascurati. Quando in un territorio, come la Calabria c’è una Procura che è assolutamente sottodimensionata negli organici, quando gli organici delle forze dell’ordine vengono decisamente diminuiti, quando non c’è un’attenzione formale e seria, si rischia di perdere il momento giusto per poter intervenire. Forse siamo già oltre, ma cerchiamo di correre ai ripari immediatamente. Venga lei a fare un comitato d’ordine pubblico e sicurezza in Calabria e venga a sentire tutti e faccia sentire e fate sentire la presenza dello Stato. Mi creda: non si sente per nulla», ha concluso la Santelli tra gli applausi del gruppo di Forza Italia. (a. c.)

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