Il “coraggioso” Calderón di Saponaro

Pasolini e Saponaro si incontrano fra le strade della Spagna di Franco. Lì dove lo scrittore friulano ha ambientato il suo “Calderón”, datato 1973, ispirato a “La vida es sueño” di Pedro Calderon de La Barca; stessi luoghi dove il regista napoletano mette in scena la sua versione dell’opera teatrale pasoliniana.
Se Pasolini muta l’opera alla quale si ispira trascinandola nella Spagna franchista del 1967, Saponaro resta fedele allo scritto del ’73, gettando un po’ di napoletanità sulle labbra di Carmen nel settimo episodio quando dialoga con la sorella Rosaura che le risponde solo in lingua spagnola. Il merito di Saponaro è quello di aver scelto la strada più difficile ovvero portare sul palcoscenico l’opera fedele così come l’ha voluta Pasolini (sarebbe stato facile spostare l’ambientazione ai giorni nostri), ma allo stesso tempo, rispettando l’originale, ha portato elementi innovati. Ad esempio il già citato dialogo fra Carmen e Rosaura dove le due attrici parlano due lingue diverse comprendendosi alla perfezione. Sono proprio le due attrici Maria Laila Fernandez (che veste i panni di Rosaura) e Clio Cipolletta (che muta il proprio aspetto in Stella, Carmen e Agostina alle quali si affianca la figura della suora) a meravigliare il pubblico del Teatro auditorium dell’Università della Calabria, dove è andata in scena la prima del nuovo lavoro di Saponaro, per bravura e intensità. La Fernandez-Rosaura riesce a mutare il proprio aspetto con i mutamenti dell’opera: da giovane figlia di aristocratici a prostituta per diventare poi una moglie borghese e assumere un aspetto sempre più stanco e provato sul proprio viso; della Cipolletta piace il suo essere istrionica narratrice di una memoria che la sorella ha perso.
L’altro elemento “coraggioso” utilizzato da Saponaro è il video. Il regista evolve lo scritto pasoliniano mescolando la tecnologia: il dialogo fra Doña Lupe e Doña Astrea è interpretato dalla bravissima Anna Bonaiuto così come Andrea Renzi-Sigismondo (sarà anche il marito borghese Basilio), concede il meglio della sua interpretazione nel dialogo virtuale con l’immagine video di Doña Astrea alle sue spalle. Il Calderon di Saponaro riprende tutti i temi di quello scritto da Pasolini: il sogno come estraniamento e rifiuto della realtà, l’amore “diverso”, l’incesto, la ribellione (in scena Enrique e Pablo sono interpretati da Luigi Bignone) e l’oppressione del potere. C’è anche l’emarginazione di Rosaura, che rifiuta la realtà in cui vive, passando per pazza e affidata alle cure di Manuel (in scena Francesco Maria Cordella) che prova a donarle la libertà. La Storia però è crudele e i sogni di Rosaura resteranno tali.

Francesco Cangemi

(le foto sono di laura micciarelli)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...