L’autostrada e le “dimenticanze” di Renzi

«Una class action contro le “bombe” di Renzi. Basta con gli slogan da campagna elettorale che fanno ridere anche l’Europa». Lo afferma il presidente nazionale del movimento “Il Coraggio di Cambiare l’Italia” e segretario questore del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Graziano: «Il Coraggio di Cambiare l’Italia – aggiunge Graziano – si fa promotore di un’azione collettiva per imporre al Governo e al premier una penalità su tutte le promesse fatte e mai mantenute. Dal fuoco di paglia del Job Act che ha ingannato le aspettative di centinaia di migliaia di giovani (nel 2015 la disoccupazione è lievitata al 14%) per finire al gap infrastrutturale con una storica sperequazione di investimenti tra il nord e il sud. E oggi, per festeggiare i due anni di governo, il primo ministro ne spara un’altra, la più colossale di tutte: il termine dei lavori sulla A3 entro dicembre 2016. La speranza sincera di tutti, soprattutto dei cittadini e degli utenti che quotidianamente transitano sull’autostrada, è che le parole di Renzi siano profetiche. Ma a constatare i tempi del solo ripristino del viadotto Italia, ancora chiuso a quasi un anno dal crollo di una campata, è palese la sensazione che ci troviamo di fronte all’ennesima bufala». Graziano annuncia di aver adottato una serie di iniziative istituzionali e interlocutorie per chiedere al presidente del Consiglio dei ministri il crono-programma di attuazione per l’ultimazione dei lavori strutturali sulla A3 Salerno – Reggio Calabria «atteso che sull’arteria stradale rimangono inspiegabilmente fuori progetto ancora tre tratti critici non ammodernati: Morano-Castrovillari-Sibari, Cosenza Sud-Rogliano e Lamezia Terme-Pizzo. Presenterò – prosegue Graziano – un’interrogazione al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, affinché si faccia carico della dignità dei calabresi contro gli slogan politico-elettorali farlocchi di Renzi. Che nella conferenza stampa estera di ieri ne ha sparata un’altra delle sue, probabilmente la più eclatante, riguardo alla conclusione dei lavori sulla Salerno-Reggio Calabria. Ammesso e non concesso che si compisse il miracolo, perché di questo si tratterebbe considerati i tempi in cui in Italia si sono sempre concretizzate le grandi opere, saremmo comunque di fronte all’ennesimo bluff del premier che, ancora una volta, è in procinto di attuare un piano oscuro e machiavellico nei confronti del meridione e, in particolare, della Calabria. Già, perché mentre il presidente del Consiglio, tra le grasse risate della stampa internazionale (termometro della nostra credibilità all’estero), ha annunciato la conclusione dei lavori entro il prossimo 22 dicembre, omette – spiega ancora il segretario questore del consiglio regionale – che per la A3 rimangono fuori dal programma di ammodernamento tre tratti autostradali che sono tra i più pericolosi dell’intero tracciato. E per di più, tutti in Calabria. Tratti, questi, che in questa situazione rischiano di non essere mai più realizzati, continuando a compromettere lo sviluppo della regione. Si pensi al lotto Cosenza-Rogliano, già interessato negli anni scorsi da frane e gravi smottamenti, che mette in connessione la provincia più grande d’Italia con l’aeroporto internazionale di Sant’Eufemia e che continuerà a mietere vittime e disagi lungo una carreggiata stretta, piena di insidie e alternata da pericolosissimi ponti e gallerie in curva. Ecco perché servirebbe un po’ più di serietà e coscienza. Perché sia chiaro – aggiunge Graziano – la A3, anche riqualificata, rimarrà per sempre l’emblema dell’inefficienza dei governi nazionali che ancora oggi non riescono a garantire una mobilità organica ed efficiente al Mezzogiorno. Dal canto suo il Coraggio di Cambiare l’Italia continuerà a battersi strenuamente per risolvere la questione mobilità, legata alle infrastrutture, che da oltre cinquant’anni continua a dividere il Nord dal Sud, provocando gravi danni all’economia e allo sviluppo. Altro che le promesse e le balle di Renzi contro le quali – conclude il presidente nazionale del Cci– promuoveremo una class action a tutela della dignità dei cittadini italiani».

 

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