Legge urbanistica, il centrodestra: che bocciatura per la Giunta dei “prof”

Opposizione all’attacco del governatore Oliverio e della maggioranza di centrosinistra dopo la “bocciatura” della legge urbanistica da parte del governo nazionale. Secondo il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Alessandro Nicolò «sono pesanti i rilievi di incostituzionalità mossi dal Governo ed è un macigno la conseguente decisione di Palazzo Chigi di impugnare davanti alla Consulta la Legge Urbanistica della Calabria, approvata su proposta della Giunta Oliverio nell’ultima seduta consiliare del 2015. Si tratta di una sonora bocciatura politico-istituzionale che diventa particolarmente urticante per quella che è stata presentata come una giunta tecnica. Colpisce più di ogni cosa apprendere che un governo affine politicamente alla giunta Oliverio non ha potuto fare a meno di stangare una legge così importante sia per palesi violazioni alle norme statali, sia per contrasti con la normativa europea e sia per aver invaso la potestà legislativa esclusiva statale in materia di tutela del territorio. La decisione del Consiglio dei ministri del governo Renzi – aggiunge ancora Nicolò – sanziona la giunta tecnica “dei professori” voluta da Oliverio proprio su un terreno qualificante com’è la tutela del territorio e del paesaggio, regalando così un’ennesima figuraccia all’intera regione». Critica anche la vice coordinatrice regionale di Forza Italia Wanda Ferro: «Non siamo affatto sorpresi che il Governo abbia impugnato la  nuova legge urbanistica davanti alla Corte Costituzionale, quanto avvertiamo un senso di disagio per l’approssimazione e  l’alterigia con le quali la  Giunta dei Professori ha sottovalutato i profili di incostituzionalità della legge di  tutela e  governo del territorio che riguarda l’intero sistema produttivo sino al punto di incidere  profondamente sullo  sviluppo socioeconomico  della regione Calabria. Allo stesso modo non siamo sorpresi  che anche l’ufficio legislativo della Regione Calabria abbia ignorato i profili di incostituzionalità che hanno indotto il governo ad impugnare la legge davanti alla Consulta,  piuttosto ci meraviglia che il governatore Oliverio non abbia ancora accresciuto di professionalità quell’ufficio legislativo che  ha difeso strenuamente la legge per la quale il presidente candidato miglior perdente è rimasto fuori dal Consiglio regionale e su cui il Tar Calabria ha mosso rilievi di  incostituzionalità tanto da rimetterla davanti alla Corte Costituzionale. L’avevamo detto da subito che questa legge urbanistica era sbagliata, una legge che certificava la assoluta incapacità del governo regionale di programmare lo sviluppo della nostra regione, che determinava una sorta di monopolio nel settore dell’edilizia e che sembrava indirizzata soprattutto all’esercizio del potere da parte della Regione di  nominare discrezionalmente i commissari in sostituzione dei  Comuni. La nuova legge regionale – sostiene ancora la Ferro – era stata contestata dai  Comuni, dagli ordini professionali, dalle associazioni di categoria, da tutti gli addetti ai lavori e non, ma il governo Oliverio ha deciso di andare per la sua strada impattando testardamente nell’ennesima impugnativa davanti alla Corte Costituzionale esponendo la Calabria ad una nuova brutta figura. Secondo quanto riportato nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, il governo ha  impugnato la legge urbanistica regionale in quanto varie norme sarebbero in contrasto con il Codice dei beni culturali e del paesaggio ed altre, riguardanti la valutazione ambientale strategica, contrasterebbero con l’ordinamento comunitario e con la legislazione statale in materia. In tale contesto, se fossimo in una democrazia veramente compiuta, sarebbe normale che il governo Oliverio, o quantomeno gli autori della legge impugnata, traessero le conclusioni e rimettessero il mandato, ciascuno per le proprie responsabilità. Ma siamo sicuri che, anche questa volta, non prevarrà il senso di responsabilità e i calabresi proveranno sempre più imbarazzo ad essere governati da una politica che sembra affezionata alla gestione del potere e quell’ordine provvisorio delle cose, che genera soltanto confusione ed incertezza». Quindi Francesco Cannizzaro, capogruppo della Cdl alla Regione: «Un anno di governo Oliverio deve sintetizzarsi come un anno di gaffe e cattive figure per la Calabria. La prova è la bocciatura della legge regionale sull’Urbanistica da parte del Governo nazionale che impugna la normativa e rimette dietro la lavagna una Giunta regionale inadeguata. Al mio dissenso sulla proposta di provvedimento amministrativo riguardante il “Quadro territoriale regionale a valenza paesaggistica” seguito a ruota dall’opposizione, arriva una vera e propria doccia gelata dal Consiglio dei Ministri. Il Governo ha deliberato di impugnare la legge urbanistica della Regione Calabria (40 del 31 dicembre 2015) in quanto “varie norme omettono di prevedere il coinvolgimento dei competenti organi statali nel procedimento di adeguamento o di conformazione degli strumenti urbanistici al piano paesaggistico regionale, come invece disposto da Codice dei beni culturali e del paesaggio”. Avevamo ribadito al Governatore Oliverio che tali norme regionali invadono la potestà legislativa esecutiva statale in maniera di tutela del paesaggio ma come è sua consuetudine, il Presidente snobba la minoranza. Dopo il parere del Cdm, questo Governo regionale dimostra per l’ennesima volta di saper fare solo figuracce mettendo in cattiva luce una Calabria che, invece, andrebbe costantemente salvaguardata e non derisa. La  legge urbanistica varata dalla Regione non rispecchia i bisogni della Calabria ma soprattutto elude uno dei cardini della Legge urbanistica regionale: il principio della concertazione. Le modifiche alla legge infatti, non sono state condivise con nessuno dei portatori di interessi diffusi né con i soggetti maggiormente interessati dal provvedimento: le amministrazioni comunali, il mondo delle professioni tecniche, le forze economiche. Ormai – conclude Cannizzaro – siamo abituati ad assistere al solito teatrino della maggioranza che si riunisce in Consiglio senza aver mai le idee chiare su emendamenti poco limpidi che possono davvero rivoluzionare le sorti della nostra Calabria. Questa legge aveva sollevato non poche critiche da parte degli ordini professionali regionali, critiche che ora trovano la sponda offerta dal Governo. Eppure nella Giunta di Oliverio ci sono noti professori che dovrebbero sapere bene i profili di incostituzionalità della legge di tutela e governo del territorio ma nonostante ciò, hanno bypassato tutto senza tener conto dei possibili danni che avrebbe potuto fare allo sviluppo socio-economico della Calabria. A questi amministratori saccenti e arroganti arriva lo “schiaffo” del Governo». Infine Mimmo Tallini, consigliere regionale del gruppo misto: «La farina del diavolo, dice un proverbio, va tutta in crusca. E’ quanto accade con la legge urbanistica impugnata dal Governo “amico”. E meno male che è stata bocciata dal Governo, perché altrimenti in gran parte dei Comuni avrebbe finito per bloccare ogni iniziativa edilizia. In Consiglio il sottoscritto e una parte dell’opposizione ci siamo sgolati, per segnalare criticità ed errori, nel metodo e nel merito, di un provvedimento nato male e finito peggio. Le università, le associazioni e le organizzazioni professionali all’unisono hanno segnalato incongruenze e l’incredibile modo di approvare leggi di questa portata senza garantire le audizioni dei soggetti interessati. Eppure nulla è servito per ammorbidire l’ostinazione del presidente della Regione. Si è voluto sbattere la testa contro il muro e rompersela. L’interrogativo che pongo, però, riguarda senz’altro quest’ennesima figuraccia della Giunta regionale a Roma, ma può estendersi all’insieme delle attività legislative ed al rapporto Giunta-Consiglio. E’ concepibile – chiede Tallini – che l’uomo solo al comando circondato da yesman tratti il Consiglio come un luogo minimale, dove far pervenire i provvedimenti della Giunta con l’imposizione che siano approvati a scatola chiusa? Oggi tocchiamo con mano il rischio che indico da tempo: questo modo di procedere finisce con l’atrofizzare la funzione legislativa del Consiglio e rendere irrilevanti i consiglieri regionali di maggioranza che di opposizione, con gli esiti disastrosi che si colgono dinanzi a una legge che per il Governo viola la Costituzione e la normativa europea».

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