Nomina di Gentile jr, c’è l’ok della Boschi. Insorgono Sinistra italiana e 5 Stelle: «Familismo amorale»

Divampa la polemica alla Camera sul caso di Andrea Gentile, il figlio del sottosegretario di Ncd Tonino, nominato dalla ministro Lorenzin di Ncd nel Cda dell’Istituto per tumori di Milano. Il caso l’ha sollevato il capogruppo di Sinistra Italiana Arturo Scotto, che ha illustrato un’interrogazione a risposta immediata. «L’Istituto nazionale dei tumori di Milano – ha detto Scotto – è un polo d’eccellenza per l’attività di ricerca biomedica e di prevenzione delle patologie oncologiche, principale polo di oncologia pediatrica in Italia, secondo in Europa. La ministra Lorenzin, nel disappunto della comunità scientifica, ha nominato la scorsa settimana l’avvocato penalista Andrea Gentile, figlio del sottosegretario alle infrastrutture Antonio Gentile, nel Cda dell’Istituto nazionale dei tumori. Ora, quell’istituto non può essere trattato come un ufficio di collocamento del Nuovo Centrodestra e del Governo. Chiediamo alla ministra quali siano le ragioni di questa nomina chiaramente ispirata a una pratica nepotista e spartitoria». Assente la Lorenzin, ha risposto all’interrogazione il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi. «Si tratta – ha esordito la Boschi – di una vicenda che è stata oggetto negli ultimi giorni di attenzione su alcuni organi di stampa e che concerne una designazione compiuta nel rispetto delle norme di legge e statutarie vigenti. La Fondazione Ircss-Istituto nazionale dei tumori di Milano ha un consiglio di amministrazione di sette componenti, di cui quattro designati dal presidente della regione Lombardia, uno dal sindaco di Milano, uno dal ministro della salute e uno dei soci partecipanti della Fondazione ove esistenti, in caso negativo dalla regione Lombardia. L’avvocato Andrea Gentile è stato designato dal Ministro Lorenzin il 16 settembre 2015 quale componente del citato consiglio di amministrazione. La normativa vigente, e lo statuto della Fondazione non stabiliscono specifici requisiti per i componenti del consiglio di amministrazione. Pertanto, priva di supporto normativo si palesa l’affermazione degli interroganti secondo cui i componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione dovrebbero essere necessariamente medici o comunque soggetti in possesso di competenze sanitarie. Ed invero, le competenze del consiglio di amministrazione sono stabilite all’articolo 13 dello statuto della Fondazione e tra queste non rientrano competenze che implicano il necessario possesso della laurea in medicina ovvero di titoli di studio professionale in materia sanitaria. Non è infatti un caso che tra i componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione designati dalla regione Lombardia e dal comune di Milano compaiono soggetti non muniti di laurea in medicina ovvero di titoli di studio professionali in materie sanitarie. Infatti – ha aggiunto il ministro – tra i componenti del Cda, oltre l’avvocato Gentile, figurano un diplomato ragioniere programmatore elettronico, designato dal comune di Milano, un laureato in scienze politiche, un laureato in lettere moderne, entrambi designati dalla regione Lombardia, due laureati in medicina e chirurgia, un laureato in farmacia, designati dalla medesima regione. Ne discende che la designazione dell’avvocato Andrea Gentile, dottore di ricerca in diritto penale delle scienze mediche e biotecnologiche e docente universitario a contratto presso l’Università Luiss-Guido Carli di Roma, risponde ai criteri normativi sopra esplicitati. Quanto poi alla circostanza che l’avvocato Andrea Gentile è il figlio dell’attuale sottosegretario dello sviluppo economico, Antonio Gentile, si evidenzia – ha concluso la Boschi – da un lato che all’epoca della designazione, avvenuta il 16 settembre 2015, il senatore Gentile non era stato investito dell’incarico governativo, dall’altro, che tale rapporto di filiazione non integra causa di inconferibilità o incompatibilità». Nella sua controreplica Scotto ha definito «insoddisfacente» la risposta della Boschi aggiungendo: «La sociologia lo chiama familismo amorale, ed è una delle cause principali dell’arretratezza di alcune aree del Paese. Il messaggio che lei ha lanciato, che ha lanciato la sua collega Lorenzin, è devastante, perché questa nomina segna un principio, che l’unica competenza attribuita all’avvocato penalista Gentile è essere figlio del sottosegretario allo sviluppo economico, Gentile. Non basta dire che all’epoca non lo era. Come è noto a tutti, c’era in corso un’indagine che aveva allontanato quel sottosegretario dalla possibilità di avere un incarico di Governo a cui è stato reintegrato successivamente. Vedete, signora Ministra, da due anni voi tagliate nastri, raccontate storie di successo, parlate di merito, mi dispiace dirlo, sono tutte fandonie. Con questo atto – ha detto ancora il capogruppo dio Sinistra Italiana – non fate altro che dire alla nostra migliore gioventù che se è sola, se ha un cognome che non è quello giusto, o deve confidare nella fortuna e nella buona sorte, o se vuole che il suo talento le venga riconosciuto, devono fare le valigie e andare via da questo Paese. Questa nomina mi auguravo fosse – come dire – ispirata a criteri di competenza che non vedo. Le altre figure che sono inserite all’interno del consiglio d’amministrazione hanno già da anni affrontato un lavoro in quel settore». Anche il Movimento 5 Stelle è partito all’attacco della Boschi. «La difesa d’ufficio del ministro Boschi rispetto alla nomina di Andrea Gentile, figlio del sottosegretario Tonino, nel Cda dell’Istituto Tumori di Milano da parte del ministro Lorenzin è tanto ipocrita quanto risibile: la rispediamo al mittente. Boschi – hanno commentato i parlamentari calabresi M5S Dalila Nesci, Nicola Morra, Paolo Parentela e Federica Dieni e i membri della commissione Affari Sociali alla Camera e della commissione Sanità al Senato – giustifica la questa scelta affermando che al tempo di questa nomina Tonino Gentile non era ancora sottosegretario. Il problema non è, evidentemente , la carica di governo ricoperta dal senatore di Ncd ma il fatto che questi sia un parlamentare appartenente allo stesso gruppo del ministro Lorenzin. Facciamo presente a Boschi e al ministro della Salute che si chiama opportunità politica: concetto che, è evidente, non rientra loro vocabolario. Quando Boschi afferma che la nomina è stata fatta nel rispetto delle norme vigenti ribadiamo che la questione non è legata a leggi, leggine o codicilli, ma all’opportunità politica. Tra l’altro, è davvero triste che, al fine di giustificare la scelta compiuta, il ministro per i rapporti col Parlamento abbia dichiarato che per sedere nel Cda dell’Istituto tumori non è necessaria la laurea in medicina o un titolo di studio in materie sanitarie. La verità – concludono i parlamentari M5S – è che l’unico modo per non gettare un’ombra indelebile di nepotismo e clientelismo su questa nomina sarebbe stato necessario che Andrea Gentile presentasse un curriculum inattaccabile e che la sua designazione avvenisse attraverso un processo trasparente. Tutto questo non è avvenuto».

 

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