Referendum anti-trivellazioni, niente quorum: in Calabria ha votato il 26%. Renzi “tira le orecchie” alle Regioni promotrici

Niente quorum al referendum anti-trivellazioni in mare. Secondo i dati – parziali ma quasi definitivi – del ministero dell’Interno l’affluenza alle urne nel Paese è stata di circa il 32 per cento. Affluenza ancora più bassa in Calabria (26,7 per cento): la provincia che ha votato di più è stata Catanzaro con il 30 per cento, quella che ha votato di meno Reggio con il 22 per cento). Solo la Campania e il Trentino hanno fatto peggio, meglio della Calabria persino la Valel d’Aosta che non è nemmeno toccata dal mare. Commentando i dati da palazzo Chigi dopo la chiusura dei seggi (nella foto) il premier Matteo Renzi, che ha sostenuto la linea dell’astensione, ha “tirato le orecchie” alle Regioni – come la Calabria – promotrici del referendum: «E’ ipocrita – ha detto Renzi – difendere il mare solo da qualche piattaforma quando alcune Regioni si sono disinteressate dei depuratori o addirittura solo dei collettori che portano ai depuratori. A qualche Regione che ci ha fatto la morale sulla bellezza del mare dico che è falso difendere il mare o dire di farlo mettendo in difficoltà qualche piattaforma. Come si fa a parlare di mare quando troppe Regioni non utilizzano i fondi europei per pulire le nostre acque? Non hanno realizzato i depuratori affinché tutto il Paese abbia il mare pulito». Renzi ha poi aggiunto: «Ha perso chi ha voluto la conta a tutti costi. Il messaggio – ha sottolineato ancora il premier – è che la demagogia non paga. Gli sconfitti – ha detto ancora – non sono i cittadini che sono andati a votare: chi vota non perde mai. Massimo rispetto per chi va a votare. Ma gli sconfitti sono quei pochi, pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione che ha voluto cavalcare un referendum per esigenze personali politiche». E’ chiaro il riferimento di Renzi soprattutto al governatore della Puglia Michele Emiliano, che è stato uno dei più attivi sul fronte del sì al referendum anti-trivellazioni in mare, mentre il governatore della Calabria Mario Oliverio ha votato sì ma non si è esposto come il collega pugliese, anche se è evidente la sconfitta anche della sua linea e di quella del consiglio regionale calabrese.

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