Reggio, mobilitazione generale per difendere la sede della Corte d’appello

Una mobilitazione generale per difendere la sede della Corte d’appello a Reggio Calabria. Scendono in campo i vertici del mondo giudiziario, che hanno costituito un tavolo tecnico al quale hanno preso parte i capi di tutti gli Uffici giudiziari – giudicanti e requirenti- del Distretto di Reggio Calabria, i presidenti dei  Consigli forensi di Reggio Calabria, Locri e Palmi, insieme ai rappresentanti istituzionali del Consiglio regionale e del Consiglio provinciale, e il sindaco di Reggio Calabria. Il tavolo – si legge in un documento – si è costituito allo scopo di sottoporre all’attenzione della Commissione ministeriale presieduta dall’onorevole Vietti, incaricata del “riordino della geografia giudiziaria”, le specificità del territorio e della giurisdizione del Distretto. In particolare,  è stata espressa viva preoccupazione per la prospettata soppressione della Corte di appello di Reggio Calabria, osservando che: 1) Il Distretto di Reggio Calabria è notoriamente caratterizzato dalla pervasiva presenza della ‘ndrangheta, considerata l’organizzazione criminale più pericolosa al mondo, che proprio sul territorio reggino affonda le sue radici e mantiene i suoi vertici di comando. 2)  La soppressione della Corte di Appello avrebbe come conseguenza ineluttabile la eliminazione, oltre che della Procura generale, di importanti Uffici giudiziari con competenza distrettuale (la Direzione distrettuale antimafia, il Tribunale minorile, il Tribunale di sorveglianza, il Tribunale  misure di prevenzione, il Tribunale del riesame), e delle sezioni speciali delle forze di polizia (Dia e altre), dell’Avvocatura distrettuale dello Stato e del Distretto notarile. Rimuovere una struttura quale la Dda, che ha conseguito eccellenti risultati nell’azione di contrasto alla ‘ndrangheta, e spostarla su  un osservatorio distante comprometterebbe  la percezione  immediata del fenomeno associativo, a beneficio della criminalità. Devastante sarebbe, pertanto, il messaggio dato ai cittadini dalle massime istituzioni dello Stato. 3) I criteri di riordino della geografia giudiziaria non possono prescindere della qualità dei processi penali trattati e dalla pressante esigenza di assicurare, in un territorio fortemente segnato dalla criminalità organizzata, una pronta risposta alla domanda di giustizia anche nel settore civile. 4) Le caratteristiche morfologiche ed i mezzi di collegamento esistenti non consentono l’agevole mobilità nel territorio regionale. 5)   Reggio Calabria è Città Metropolitana e come tale non può essere privata di un fondamentale presidio di legalità.
Pertanto – conclude il documento – si è fatta riserva di inviare a breve alle più alte Autorità dello Stato articolato ed analitico documento per meglio illustrare le ragioni che ostano alla paventata soppressione della Corte e degli uffici ad essa connessi che, piuttosto, andrebbero adeguatamente potenziati».

 

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