Agricoltura, Martina e Oliverio visitano “Libera Terra”

Il presidente della Regione Mario Oliverio e il ministro alle Politiche Agricole Maurizio Martina hanno incontrato a Polistena i responsabili della Cooperativa Sociale “Valle del Marro- Libera Terra” visitando l’azienda agricola fondata nel 2005 da un gruppo di giovani che, attualmente, gestisce 130 ettari di terreni confiscati e sequestrati alla mafia assegnati alla stessa per finalità sociali e che ricadono in diversi comuni della Piana di Gioia Tauro. «L’esperienza dei giovani della Valle del Marro – ha detto il presidente Oliverio subito dopo l’incontro – costituisce un punto di riferimento straordinario nel contrasto alla criminalità e nella battaglia per l’affermazione della legalità, che è possibile realizzare soltanto attraverso la capacità di fare impresa e di recuperare un patrimonio che, altrimenti, sarebbe rimasto inutilizzato. Questa esperienza ha ampiamente dimostrato, dal 2005 in poi, che è possibile utilizzare, nell’alveo della legalità, un patrimonio frutto di illegalità per creare occupazione, lavoro e ricchezza. Essa è ormai un punto di riferimento per tanti giovani e per tante energie che possono, guardando a questa iniziativa, accrescere la consapevolezza che è possibile, anche in Calabria, creare aziende nell’alveo della legalità e capovolgere definitivamente una mentalità che, nel corso di un lungo periodo, ha determinata una vera e propria cappa, una vera e propria gabbia per la crescita e lo sviluppo di interi territori, a partire dalla Piana di Gioia Tauro». «L’incontro di oggi con il ministro Martina – ha concluso il presidente della Giunta regionale – è un fatto assai significativo ed importante. Insieme, in un dialogo costante e continuo, verificheremo quali sono gli strumenti e le possibilità da offrire ad esperienze come queste che meritano di essere sostenute ed aiutate a livello regionale, nazionale ed europeo. Non è possibile che esperienze come queste, che partono dal basso, che non accumulano beni al patrimonio personale dei soci, che conservano e curano un patrimonio pubblico e che hanno una serie di difficoltà iniziali nel fare impresa, non abbiano quanto meno gli stessi incentivi e le stesse opportunità, nella gestione delle risorse pubbliche, delle aziende private . C’è bisogno, e di questo abbiamo discusso con il ministro Martina con il quale ci siamo dati appuntamento a breve – ha concluso il presidente della Regione – di un progetto di rete in cui ognuno faccia la propria parte per consentire che esperienze come queste proseguano il loro cammino, diventino competitive sul mercato e contagino, in positivo, tutte le altre realtà del territorio».

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