Daniele Silvestri acrobata al Rendano

L’unico momento in cui l’allegria si smorza, nel concerto cosentino di Daniele Silvestri, è quando il cantautore romano ricorda Filomena, una delle tre ragazze decedute nell’incidente avvenuto a San Lucido giorni addietro. Silvestri parla alla platea di un Rendano gremito e spiega che “Occhi da Orientale” è una canzone che la giovane canticchiava spesso. A dirglielo sono stati i genitori di Filomena presenti in sala.
L’artista imbraccia la sua chitarra blu elettrico, chiude gli occhi e canta. Non li apre per tutta l’esecuzione del brano quegli occhi come accade alla protagonista della canzone. Finisce il canto, il teatro scroscia un applauso lunghissimo. Daniele Silvestri guarda i due genitori e con la voce rotta, china il capo dicendo «Non c’è altro da aggiungere».
La tappa bruzia de “La voce del megafono tour 2016”, organizzata dalla Archimedia produzioni, ottiene l’ennesimo sold out di un tour fortunato che tiene il pubblico (quasi) incollato alle poltrone per tre ore in cui Daniele Silvestri, e la band che lo accompagna, ripercorre tutta la carriera fra canzoni e racconti. Canta trenta brani Silvestri su un palco diviso a metà in un concerto a due tempi. Alla sua sinistra ci sono i “musicisti orchestrali” con fagotto e percussioni, alla sua destra il suono più rock. Un ensemble di un livello molto alto. Il concerto si divide in due tempi, si diceva, scandito da una scenografia di case e storie che diventa (dopo otto minuti di pausa), il Magical mistery circus dove Daniele è il capocomico di una truppa agghindata come se stesse per scendere a sfidare leoni e tigri. Ma in platea non bisogna ammansire nessuno perché il pubblico canta tutto il repertorio di Silvestri che parte dall’ultimo album “Acrobati” (fa ascoltare “La verità”, “La mia casa”, “Quali alibi”, “La mia routine”, “Pochi giorni”, “Monolocale”, “A dispetto dei pronostici” e “La guerra del sale” dove duetta in video con Caparezza), per poi andare indietro con brani come “Il mio nemico” o la splendida “Senza far rumore” senza dimenticare “L’appello” che vede protagonista Salvatore Borsellino in cerca di verità sulla tragica morte del fratello Paolo. Il finale del live è dedicato all’esperimento dello stile libero. Silvestri, per questo tour, lascia che siano i fan a decidere quali brani eseguire; una scelta che avviene fra il web e la platea. Nella data del Rendano non poteva non esserci la voglia di ascoltare “La Paranza” che nomina proprio Cosenza fra i posti dove si balla questa danza. Preso da una divertita emozione, il cantautore di Roma sbaglia la strofa dedicata alla città di Telesio ma, da buon acrobata, se la cava alla grande sorridendo, scusandosi e ripetendo il tutto. “Gino e l’Alfetta”, “Salirò” e “Testardo” vedono il pubblico tutto in piedi. Il finale è per “Cohiba”, sulle sedie restano in pochi e si sta con il pugno alzato a gridare «Venceremos adelante». I pugni si sciolgono in applausi per Daniele Silvestri e la sua band. I vincitori di un concerto strepitoso.

Francesco Cangemi

La foto è stata scattata da Chiara Chiodi

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