Mollace dopo l’assoluzione: falsi plateali contro di me

“Oggi come negli anni passati ho l’obbligo della cautela e del riserbo. Ho altresì l’obbligo del rispetto per i giudici di Catanzaro che dovranno motivare le assoluzioni. Avverto però la necessità di evidenziare che finalmente un giudice lontano da Reggio Calabria, ha certificato che io non ho mai avuto nulla che vedere con il caso Lo Giudice. Cosa che ho sempre reclamato a gran voce fin dal 2010”. Lo ha detto, in una dichiarazione, l’ex sostituto procuratore generale di Reggio Calabria Francesco Mollace, attualmente in forza alla Procura generale di Roma, in relazione all’assoluzione disposta nei suoi confronti dal Gup di Catanzaro nel processo che lo vedeva imputato di corruzione in atti giudiziari. “In aula – ha aggiunto Mollace – ho reso dichiarazioni che ho preteso venissero secretate. Ho provato e documentato macchinazioni e falsi plateali a mio danno. E’ stata perfino spostata la mia presa di possesso alla Procura generale di Reggio Calabria, così come sono stato collocato in un determinato giorno a Reggio Calabria mentre ero ufficialmente a Roma in audizione al Csm. Queste e altre falsità purtroppo sono contenute in una sentenza emessa in nome del popolo italiano. Purtroppo ho dovuto denunciare che per la vicenda relativa alla scomparsa di Angela Costantino (moglie di Pietro Lo Giudice, ndr) é stata persino nascosta un’informativa pur di creare sospetti a mio carico”. “Non spetta a me – ha detto ancora il magistrato – dare un volto ai responsabili di questa macchinazione, ma aspetto con fiducia che ciò venga fatto al più presto nelle sedi competenti. Per quanto mi riguarda, ribadisco di non avere mai commesso alcuna irregolarità o abuso. La Dda di Reggio Calabria, quand’era diretta da Salvatore Boemi e della quale mi onore di avere fatto parte unitamente a colleghi valorosi come Giuseppe Verzera, Roberto Pennisi, Alberto Cisterna, Nicola Gratteri e Fulvio Accurso, ha condotto centinaia di battaglie giudiziarie con le sole armi della dignità e della legalità e non con imbrogli e falsità”. (Ansa)

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