Un confronto pubblico per l’acqua di Rende e Castrolibero

Oggi alle ore 18.30 presso il Museo del Presente di Rende (Cs), si terrà l’iniziativa “Quale futuro per la gestione dell’acqua a Rende e Castrolibero?“, organizzata dal Comitato Acqua Bene Comune Rende-Castrolibero e dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”. L’iniziativa, che vedrà la partecipazione del presidente dell’Azienda Speciale Abc Napoli Maurizio Montalto e del sindaco di Saracena (Cs) Mario Albino Gagliardi, si propone di fare chiarezza in merito alla gestione del servizio idrico a Rende e Castrolibero.
Infatti, recentemente ed in prossimità della scadenza dell’affidamento del servizio, è stata costituita una società a responsabilità limitata, la Acque Potabili Servizi Idrici Integrati S.r.l., che sostituisce la Acque Potabili S.p.A. nella gestione del servizio idrico in 6 comuni (Aiello Calabro, Altilia, Castrolibero, Dipignano, Luzzi e Rende). La società, i cui soci sono i lavoratori della vecchia Acque Potabili, ha un capitale sociale abbastanza esiguo rispetto al servizio da garantire nei due comuni. Molti dubbi nascono a partire da questi dettagli. Quali sono le reali motivazioni della creazione di questa nuova società? Quali sono le intenzioni dei comuni in merito al futuro del servizio idrico? Ed infine, nel caso in cui alla nuova società venisse affidato il servizio in proroga e considerato l’esiguo capitale sociale della società, quali sono le garanzie di efficacia (in termini di gestione ed investimento) del servizio stesso? I comitati, insieme ai relatori Montalto e Saracena, ragioneranno su un percorso di ripubblicizzazione trasparente e partecipato da cittadini e lavoratori che possa sottrarre il bene comune per eccellenza, l’acqua, alle logiche mercantilistiche e privatistiche che sempre provano ad invadere la gestione dei beni comuni. La ripubblicizzazione dell’acqua assume oggi un significato politico ancora più importante in un momento di particolare svilimento dell’amministrazione pubblica, basti pensare alla recente legge Madia che attacca in toto l’esito referendario del 2011 ed, inoltre, a quanto emerso in questi giorni a Rende.

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