Regione, Nicolò: sconcertante lo scontro tra Oliverio e uffici

«E’ sconcertante, e anche preoccupante, dovere prendere atto del “muro contro muro” tra il presidente della Regione e le strutture burocratiche dell’Ente. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, la vicenda gravissima del ricorso dei comuni calabresi dinanzi al Tar per richiedere l’annullamento del decreto 30 relativo alla riorganizzazione della rete ospedaliera emesso dal commissario Scura, in contraddizione rispetto a quanto invece aveva disposto Oliverio». Lo afferma il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Alessandro Nicolò. «E’ davvero poco, in presenza di questi fatti – prosegue Nicolò – parlare di scollamento tra la direzione politica ed il governo regionale, due livelli che, quando riescono ad interloquire, procedono per strade divergenti se non, addirittura, in aperto conflitto. Poco o nulla conta se il presidente della Regione abbia chiesto l’immediata sostituzione dei dirigenti dell’Avvocatura, un tentativo di utilizzare una sorta di lavacro pubblico per ripulire dal peccato originale quel rapporto tra politica e strutture spesso alimentato in questa legislatura senza chiarire fino in fondo, e i fatti lo dimostrano giorno dopo giorno, “chi deve fare cosa” per garantire non solo la trasparenza degli atti, ma per assicurare l’efficacia delle procedimentalità avviate nell’interesse di tutta la comunità regionale. Le “sfuriate” a posteriori di Oliverio sono dunque l’autocertificazione delle difficoltà e del disagio manifesto che traspare nell’azione di governo e della maggioranza che delegittimando ulteriormente la nostra Regione minandone la credibilità. E’ una situazione di caos, di denunce di irresponsabilità e di chiamate, persino, dinanzi al giudice penale, come se si volesse, ancora una volta, offuscare le proprie responsabilità politiche scaricandole sulle spalle delle strutture amministrative, abdicando di fatto al proprio ruolo istituzionale nonostante l’ampiezza del suffragio popolare di cui il centrosinistra fu investito nel 2014». «Non si tratta qui di girare il coltello dentro la piaga – sottolinea ancora Nicolò – ma noi avremmo voluto che Oliverio e la sua maggioranza avessero posto il Consiglio regionale nella condizione di discutere ed affrontare i punti di crisi dell’amministrazione. La sintesi di questa melassa politico-istituzionale è sotto gli occhi di tutti: basta avere a che fare con la rete ospedaliera per rendersi conto di come ormai operatori sanitari e utenti siano tutti sull’orlo di una crisi di nervi, con locali insufficienti o fatiscenti, strumenti datati, “zero” motivazioni, con l’incubo di ritrovarsi, giocoforza, ad avvicinarsi ai margini dell’errore magari compromettendo la salute dei cittadini. Noi in tutti questi mesi abbiamo tenuto un atteggiamento vigile e costruttivo, talvolta supplendo, per gli interessi generali della Calabria, alle carenze ed alle assenze della maggioranza, in Commissione ed in Consiglio. Tutto ciò, alla luce degli ultimi fatti – conclude il capogruppo Fi – poco o nulla è servito, mentre lievitano in maniera preoccupante i problemi della Calabria che non potranno mai essere risolti da nessuna aula di Tribunale».

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