Elezioni di Cosenza, parla Guccione: qualcuno dei miei si è “imboscato”…

«Gli auguri al sindaco sono d’obbligo. Detto ciò, mi preme ricordare alcuni passaggi che evidenziano gli errori politici». Carlo Guccione ha iniziato con queste parole, incontrando i giornalisti, la sua analisi del voto amministrativo a Cosenza all’indomani della proclamazione del sindaco Mario Occhiuto. «Mi chiama Magorno nel settembre del 2015 – ha detto Guccione – per propormi la candidatura ed iniziamo a ragionare, insieme con Lotti e Guerini. Poi il percorso si è interrotto, probabilmente perché una parte del partito non condivideva la mia candidatura e sono entrati in campo Presta e Paolini. I sondaggi già davano un consenso bulgaro nei confronti di Occhiuto. Si parlava inoltre di 14 liste che mi avrebbero sostenuto, ma in realtà non c’erano. Presta si ritira e in pochi giorni siamo arrivati alla mia candidatura e abbiamo chiuso con otto liste, con una serie di errori politici che hanno comportato una difficoltà». «Potevo decidere di stare sulla riva del fiume – ha aggiunto Guccione – ed aspettare che il cadavere passasse. Ed invece, nonostante le perplessità che già avevo espresso, mi sono candidato consapevolmente. Non è stato un sacrificio, ma una scelta politica, per dare una prospettiva al centrosinistra a Cosenza. Il dato elettorale eclatante è che le liste di Occhiuto hanno preso il 55%, accaparrandosi il premio di maggioranza. Questo significa che una parte del centrosinistra e dei grillini ha votato Occhiuto. Non sono un ingenuo e sapevo delle lotte intestine interne alla coalizione del centrosinistra, prima, dopo e durante Presta, e che di certo non scompaiono con una candidatura di prestigio. Le cose non posso rimanere così. C’è bisogno di un cambiamento a Cosenza, ma anche in tutta Calabria. Non chiedo la testa di nessuno, ma le cose sono così oggettive che non possiamo non tenerne conto. C’è chi ha combattuto con noi e chi ha votato gli altri. Così non abbiamo vita lunga, abbiamo bisogno di un progetto politico e di governo che allo stato non c’è. Un problema che non può essere risolto con la caccia al responsabile. Il Pd deve prendere coscienza che rischia di rimanere estraneo alla Calabria. I voti presi a Cosenza, il 7%, testimoniano che il problema è reale. Non mi dimetterò da consigliere comunale perché andrò avanti fino in fondo, mettendoci la faccia e battendomi per tutto ciò che ho predicato in campagna elettorale, in primis la legalità». «Una cosa voglio precisare: abbiamo la forza di ripartire e anche rapidamente – ha detto ancora il candidato sindaco sconfitto – se usciamo dalle logiche di appartenenza e ci impegnamo a ricostruire il Pd. Non possiamo essere un comitato elettorale, ma un partito che raggruppa le competenze di questa città ed essere espressione vera di Cosenza». Guccione ha detto che valuterà in un secondo tempo la proposta di Magorno di affidargli l’organizzazione del congresso provinciale del partito. «Per il momento – ha detto – non rispondo. Ne parleremo in seguito». Alla conferenza stampa non era presente alcun esponente del Pd, né provinciale, né regionale, e nessun parlamentare del partito. (Ansa)

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