Acqua e dighe, Oliverio: presto la svolta

“La governance del servizio idrico in Calabria ha fatto registrare in questi anni pesanti pigrizie e ritardi. Da quando ci siamo insediati alla guida della Regione abbiamo dovuto rimuovere inerzia e ritardi e abbiamo impresso un deciso cambio di passo soprattutto alla riorganizzazione e alla gestione dei grandi servizi pubblici locali come trasporti, rifiuti e acqua”. Lo ha detto il presidente della Regione Mario Oliverio intervenendo a un dibattuto a Vibo Valentia. “A tal fine – ha aggiunto Oliverio – abbiamo allocato risorse importanti nella Programmazione comunitaria 2014-2020. Ora è necessario far crescere la consapevolezza dei sindaci, degli amministratori locali e delle comunità sul percorso che abbiamo davanti e sulla grande importanza che riveste per la nostra regione. Per questo motivo ritengo necessario far seguire a quello di oggi una serie di altri incontri su tutto il territorio regionale. Dico questo perché la riorganizzazione dei servizi e, in particolare, quella del servizio idrico integrato, comporterà un salto di qualità, ma anche un’assunzione di consapevolezza e responsabilità da parte di amministratori e cittadini-utenti, facendo emergere ciò che nel corso degli anni non è completamente emerso o non è stato e non è ancora regolato”. “Tra le scelte compiute in questi mesi e che ci hanno evitato il commissariamento – ha aggiunto Oliverio – abbiamo assunto un atto amministrativo per regolare il funzionamento dell’Autorità idrica e un disegno di legge sul quale chiederemo, a giorni, con corsia prioritaria, la discussione e l’approvazione in Consiglio regionale affinchè diventi operativo entro l’estate. Esse si reggono su tre pilastri: la costituzione dell’Ato Unico regionale, deciso nel 2010 e mai reso operativo fino al 2015; l’unificazione del servizio unico integrato, per effetto del quale il soggetto erogatore del servizio coinciderà con il soggetto che incasserà il pagamento dei tributi per lo stesso; la gestione pubblica dell’acqua che prevede anche spazi per il ricorso al privato. Fin qui abbiamo definito il progetto. Ora comincia la vera sfida, che comporta l’adesione dei Comuni al progetto e, quindi, l’informazione e la sensibilizzazione capillare di sindaci ed amministratori; la definizione contestuale del Piano d’Ambito attraverso il superamento della Sorical e la soluzione di problemi che si trascinano da tempo e che riguardano innanzitutto l’approvvigionamento idrico in termini quantitativi. Nella nostra regione, a proposito di approvvigionamento idrico, abbiamo grandi invasi che sono stati oggetto di investimenti importanti e che sono rimasti inutilizzati. A tal proposito il 20 giugno prossimo andremo sulla Diga del Menta e riavvieremo i lavori, bloccati da cinque anni senza che nessuno se ne sia mai interessato, affinchè possano essere conclusi entro un anno per fornire acqua potabile alla città di Reggio Calabria. La stessa attenzione stiamo ponendo su altri grandi invasi completati o in via di realizzazione e mai fruiti. Un altro problema riguarda le reti di distribuzione, su cui investiremo risorse importanti per efficientare al massimo il servizio e per rendere i costi sempre più sopportabili da parte dei cittadini. Ed infine, ma non ultimo per importanza, c’è il problema della depurazione che è di vitale importanza perché è immediatamente legato al turismo, che è un pilastro dell’economia regionale e da cui non si può assolutamente prescindere. Lunedì approveremo in Giunta una delibera con la quale stanzieremo oltre sei milioni di euro per la manutenzione del sistema della depurazione, al fine di evitare che si ripropongano, nella stessa dimensione, i problemi che si sono verificati in passato. Già l’anno scorso abbiamo registrato una riduzione delle aree non balneabili. Il nostro obiettivo è quello di fare, anche quest’anno, un ulteriore passo in avanti in questa direzione”. “Mi auguro – ha concluso Oliverio – che, tutti insieme, saremo capaci di innestare una nuova marcia e di dare nuovo impulso a questo percorso. Per farlo è necessario che si superino visioni anguste e meschine e che i Comuni diventino i veri protagonisti dell’intero processo”.

 

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