Platì, l’ex commissario: nessuno vuole i beni confiscati…

A Platì nessuno vuole i beni confiscati: lo ha raccontato l’ex commissario straordinario del Comune, Anna Palombi, in audizione davanti alla Commissione Antimafia. «Avevano redatto il nuovo regolamento per l’affidamento dei beni confiscati – ha detto – si era presentata una associazione che si occupava di protezione civile ma poi si è rifiutata di usufruire, in comodato d’uso e per 99 anni, di questo palazzo confiscato. Il provvedimento d’assegnazione era stato predisposto dall’Agenzia per i beni confiscati e custode era stato nominato il comune ma è andata così». Il prefetto ha parlato di «impossibilità di colloquiare con i cittadini, i quali perseguono un fine diverso dal rispetto delle norme, chiedono alcune cose ma hanno altri interessi». Palombi ha detto anche di aver avuto «occasioni per pensare che ci potessero essere infiltrazioni nel comune ma se ne avessi avuto la certezza, avrei segnalato la cosa alla Procura della Repubblica». «Negli anni ’70 Platì e San Luca erano le basi per i sequestri di persona – ha concluso Palombi – e i proventi sono stati usati per riconvertirsi nell’ambito del traffico di droga e di armi».

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