Occupazione in piazza, migranti e attivisti in questura

Finiscono in questura i migranti e gli attivisti di Prendocasa che da martedì hanno messo le tende (nel vero senso della parola), davanti alla prefettura per chiedere un tetto per i curdi e i pakistani che da diverso tempo vivono fra la stazione dei treni di Vaglio Lise e l’autostazione.
Questa mattina la polizia ha sgomberato ciò che era rimasto dopo il primo intervento di ieri e gli occupanti sono stati condotti in questura. Una denuncia per manifestazione non autorizzata e diversi verbali per per illeciti amministrativi da parte del Comune in merito al deposito di alcuni rifiuti. Nel pomeriggio è prevista una conferenza stampa, alle 16.30, in piazza XI Settembre.
«Chiedi Giustizia, ti danno Polizia. Tutti in Questura i rifugiati e gli attivisti Prendocasa – è scritto in una nota diffusa dal comitato – Gli apparati repressivi e di governo della civilissima e solidale Cosenza non possono consentire di vedere sporcato il salotto buono della borghesia. Un film gia’ visto con lo sgombero dell’occupazione del Verbo Incarnato, un film che non vede mai la parola fine. Tante le denunce per manifestazione non autorizzata e persino una multa proveniente dal Comune degli ultimi e degli esclusi. Dimenticavamo che e’ pure il Comune della bellezza e quindi non può tollerare la distrazione dello struscio dei benpensanti, non puo’ permettere che la cartolina del salotto buono sia rovinata da quattro straccioni in tende da campeggio. Il sistema non resiste all’affronto di chi gli sbatte in faccia le contraddizioni: “andate in una piazza periferica”, era l’invito degli impavidi gestori dell’ordine, “qui davanti alla Prefettura proprio non si può”. A questo gentile invito, ovviamente non raccolto, sono seguiti lo sgombero, l’identificazione e la denuncia dei facinorosi. Tentativo muscolare di intimidazione? Ogni tanto ai muscoli bisognerebbe preferire il cervello. Non indietreggiamo di un passo. Aspettiamo risposte da chi e’ pagato e da chi e’ stato eletto per darle. La vostra poltrona non da diritto ad una copertina patinata o ad un selfie sui social ma e’ portatrice di doveri verso la comunità che chiede risposte e noi che rimaniamo fermamente contrari ad ogni delega, statene certi… vi faremo tantissime domande

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