La povertà colpisce il 28% delle famiglie calabresi

Il 28% delle famiglie calabresi vive in stato di povertà. Lo rileva l’Istat nel report 2015 dal quale emerge che aumentano gli italiani che vivono in condizioni di povertà assoluta: per la precisione 4 milioni e 598 mila persone si trovano in questa condizione, il numero più alto dal 2005. Una famiglia, in base all’Istituto di statistica, è assolutamente povera se sostiene una spesa mensile inferiore al valore del paniere di beni e servizi considerato essenziale in base all’età dei componenti del nucleo familiare e alla sua collocazione geografica. In particolare le famiglie in condizione di povertà assoluta sono 1 milione e 582 mila, pari al 6,1% del totale, dato sostanzialmente stabile rispetto ai livelli stimati negli ultimi tre anni. Andamento negativo, invece, per la povertà assoluta riscontrata tra le famiglie con 4 componenti che aumenta dal 6,7% del 2014 al 9,5% dello scorso anno, ma anche nelle coppie con 2 figli passa dal 5,9 al 8,6% e tra le famiglie non italiane dal 23,4 al 28,3%. La povertà relativa, invece, risulta stabile e pari al 10,4% rispetto al 10,3% delle famiglie nel 2014 mentre aumenta in termini di persone a 8 milioni e 307 mila, dal 12,9% del 2014 al 13,7% dei residenti. Analogamente a quanto accaduto per la povertà assoluta, nel 2015 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie numerose, in particolare tra quelle con 4 componenti. Altro fenomeno che emerge dal rapporto è la crescita della povertà nelle fasce dei più giovani. Negli ultimi dieci anni l’incidenza del fenomeno è stabile tra gli anziani al 4,5% dal 2005 mentre continua a crescere nella popolazione tra i 18 e i 34 anni di età dal 3,1% di dieci anni fa al 9,9% e in quella tra i 35 e i 64 anni dal 2,7% al 7,2%. A livello territoriale è il Mezzogiorno a registrare i valori più elevati di povertà assoluta, riscontrata nel 9,1% delle famiglie, mentre nel Centro si attesta al 4,2% e al 5% nel Nord. Inoltre, l’intensità della povertà relativa l’anno scorso risulta pari al 23,1%, corrispondente a una spesa media equivalente per le famiglie povere di 808,36 euro mensili. Nel Mezzogiorno, alla più ampia diffusione della povertà si associa una maggiore gravità del fenomeno; la spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è di 785,75 euro, contro gli 804,23 euro rilevati nel 2014. Nel Nord e nel Centro, dove la spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è più elevata, rispettivamente a 841,64 e 853,11 euro, l’intensità è in leggero calo, da 21,5% a 19,9% e da 19,8% a 18,8%. Nel dettaglio territoriale, Lombardia (4,6%), Emilia Romagna (4,8), Veneto (4,9%) e Toscana (5,0%) presentano i valori più bassi dell’incidenza di povertà relativa. Ad eccezione dell’Abruzzo (11,2%), che mostra un valore dell’incidenza non statisticamente diverso dalla media nazionale, in tutte le regioni del Mezzogiorno la povertà è più diffusa rispetto al resto del Paese; le situazioni più gravi si osservano tra le famiglie residenti in Calabria (28,2%) e Sicilia (25,3%).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...