Provincia di Cosenza, Occhiuto: basta, il presidente sono io…

«Il clima di confusione generato alla Provincia di Cosenza dalle reazioni scomposte del consigliere provinciale Graziano Di Natale, nei confronti di una sentenza che vorrebbe interpretare in molteplici modi, facendosi sponda anche attraverso illustri esponenti istituzionali colleghi di partito, rischia davvero di penalizzare il lavoro dell’amministrazione. Con disagi che, purtroppo, si ripercorreranno soprattutto sui cittadini della nostra grande provincia». Lo afferma il presidente della Provincia Mario Occhiuto, in relazione alle vicende relative alla guida dell’ente contestata, in questi giorni, da Di Natale. «Non si può sempre utilizzare la politica – ha dichiarato Occhiuto – per risolvere un fallimento elettorale. E mi pare invece che il Pd, di cui Di Natale è esponente, insieme al suo gruppo, stia utilizzando il solito metodo delle pressioni politiche per ribaltare l’esito elettorale. Che è stato chiaro e netto nella mia elezione a presidente della Provincia nel 2014, così come lo è stato nella mia elezione a sindaco di Cosenza, poche settimane fa. Ma noi ci oppporremo con tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione, a questi tentativi di usurpazione». Il presidente, per chiarire e chiudere la vicenda ha quindi inviato una lettera al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al Ministro per gli Affari Regionali, Enrico Costa e, per conoscenza, al prefetto di Cosenza Tomao. Occhiuto ha ricordato che lo Statuto dell’ente prevede (all’articolo 32) che nei confronti del presidente della Provincia si applichino le stesse disposizioni che riguardano i consiglieri, contemplate nell’articolo 37, laddove si legge che “Non si considera cessato dalla carica il consigliere eletto o rieletto sindaco o consigliere in un comune della provincia. Non si considera altresì cessato dalla carica il consigliere decaduto a seguito dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale di cui fa parte rieletto sindaco o consigliere in un comune della provincia nella prima consultazione utile”. Nella lettera si ribadisce, dunque, che lo Statuto provinciale prevede una condizione – affinché non si consideri decaduto dall’ente di secondo livello – per il soggetto di primo livello, decaduto dell’ente di appartenenza per scioglimento anticipato del medesimo; e cioè la rielezione nella competizione elettorale immediatamente successiva allo scioglimento. Proprio come accaduto per Mario Occhiuto in qualità di sindaco rieletto a Cosenza, nella prima tornata utile dopo lo scioglimento anticipato. E passando alle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato Occhiuto osserva che «il verificarsi di tale condizione non poteva essere oggetto della procedura giurisdizionale davanti al Tar, e al Consiglio di Stato poi, atteso che oggetto della causa è un mio atto (la nomina vicepresidenziale in favore di Franco Bruno) posta in essere dopo il deposito delle dimissioni ultradimidium, ma prima della mia rielezione a sindaco (che è la condizione prevista dallo Statuto)». A suffragio di tale tesi, il presidente Occhiuto ha inviato anche il parere formulato dall’Avvocato Professore M. A. Sandulli, che afferma: «”Si può pertanto concludere che l’attestazione di cui all’atto n. 23902 del 10 giugno 2016 a firma del Segretario Generale che considera Mario Occhiuto attuale Presidente della Provincia di Cosenza non è stata incisa dall’ordinanza del Consiglio di Stato”. Pertanto – continua e conclude Occhiuto nella missiva – il mio essere in carica nel ruolo di Presidente della Provincia, a seguito della mia rielezione a Sindaco di Cosenza, non è stato lambito da alcun provvedimento giurisdizionale ed è legittimato dalla carta fondamentale dell’ente (lo Statuto) che si è limitato a meglio specificare il concetto di rielezione, previsto genericamente già dalla Delrio, quale condizione per non considerare decaduto il soggetto di primo livello rieletto».

 

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