Cimitero dei migranti, parte l’iter per la costruzione

«Questo è il luogo in cui sorgerà il cimitero dei migranti. Debbo ringraziare il sindaco di Tarsia, l’avvocato Amoruso, per aver messo a disposizione questo terreno, debbo ringraziare il leader dei Diritti civili, Franco Corbelli per aver assunto questa iniziativa confermando quella che è la sua sensibilità per i diritti umani e la dignità degli uomini e delle donne». Lo ha detto il presidente della Regione Mario Oliverio nel corso del sopralluogo che ha effettuato a Tarsia sul terreno destinato ad ospitare il cimitero dei migranti. «Io sono qui oggi – ha aggiunto Oliverio – non solo per riconfermare quella che è la volontà che abbiamo espresso subito e cioè di realizzare questa importante opera, ma siamo qui per impegnarci affinché la stessa possa concretamente essere realizzata. La Regione farà la sua parte per quanto riguarda anche le risorse necessarie per acquisire il terreno e per avviare i primi interventi. Abbiamo aperto un confronto con il Ministero dell’Interno e sono sicuro che ci darà ascolto e assumerà le iniziative necessarie anche sul piano del sostegno finanziario. La nostra è una delle regioni di primo approdo per i migranti e, purtroppo, questo drammatico esodo che interessa milioni di uomini che dal Sud del Mediterraneo si spostano verso l’Europa e verso l’Occidente è segnato da lutti, da tragedie. Bambini, donne, uomini perdono la vita. Alcuni corpi riescono ad approdare sulle nostre coste, altri no. Uomini, donne e bambini che oltre ad aver perso la vita non hanno nemmeno avuto finora la possibilità di avere una sepoltura degna di esseri umani». «La realizzazione del cimitero dei migranti – ha sostenuto ancora Oliverio – è un’iniziativa che ha un valore umano perché anche dopo la morte dopo la perdita della vita bisogna rispettare la memoria delle persone di chi, costretto dalla sofferenza dalla fame e dalle guerre, lascia la propria famiglia, i propri affetti mosso da una speranza di trovare un futuro per la propria vita poi trova la morte. Tarsia è il simbolo della accoglienza. Durante il fascismo e il nazismo, qui a Ferramonti c’è stato un centro che ha visto passare tantissimi perseguitati e a differenza di altri capi di concentramento quello di Tarsia è stato segnato anche dall’accoglienza nella sofferenza. All’esterno delle mura di questo campo c’erano le comunità, quella di Tarsia in primo luogo, che offrivano solidarietà, parole di conforto e di accoglienza anche in quel periodo storico. É un fatto non casuale che questo cimitero sorga proprio qui a fianco, quasi fisicamente, del campo di Ferramonti. Ecco perché ringrazio il sindaco di Tarsia per la sensibilità che ha avuto. Questo luogo ripropone l’accoglienza di una regione come la nostra in un momento nel quale le furie populistiche, le furie xenofobe, quelle che seminano paure di fronte alla diversità sono purtroppo prevalenti. Andiamo controcorrente. Ci andiamo con la nostra storia, la storia di una regione accogliente che non ammaina il vessillo della civiltà perché questa opera, questo investimento, riconferma i valori della civiltà». Secondo Franco Corbelli «l’incontro di oggi pomeriggio è un evento che viene consegnato non a Tarsia, non alla Calabria, ma all’umanità e alla storia. Va dato atto al presidente Oliverio di aver contribuito in maniera determinante a scrivere questa bellissima pagina di umanità e di civiltà. Oggi parte ufficialmente l’iter per la realizzazione di questa grande opera umanitaria universale. Grazie presidente».

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