Sanità, Oliverio incontra i dg e attacca ancora Scura

Il presidente della Regione Mario Oliverio ha incontrato i direttori generali delle Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere. Oliverio ha evidenziato, con forte preoccupazione, la mancanza di un’inversione di tendenza da parte della gestione commissariale e ha ribadito che, purtroppo, la qualità e quantità dei servizi si è ulteriormente aggravata. «Necessita, in tempi brevi, cambiare passo e avere – ha detto Oliverio – una visione strategica per un nuovo Servizio sanitario regionale. Tutti gli indicatori macroeconomici, dall’emigrazione passiva alle liste d’attesa, ai servizi di emergenza-urgenza, vanno aggrediti con determinazione in una visione strategica complessiva che tuttora manca». Il delegato del presidente per la Sanità Franco Pacenza, dal canto suo, ha evidenziato la necessità di riprendere un processo riformatore dell’organizzazione del Servizio sanitario regionale che distingua le attività ospedaliere da quelle territoriali, al fine di produrre migliore qualità dell’offerta. Il dirigente generale del Dipartimento “Tutela della salute” Riccardo Fatarella si è soffermato sulle problematiche tecniche che riguardano la gestione delle diverse aziende. Hanno, quindi, preso la parola i direttori generali, i quali hanno rappresentato le specifiche tematiche che interessano le diverse aziende. A conclusione, il presidente Oliverio, per quanto riguarda gli atti aziendali, ha condiviso l’ipotesi emersa dalla discussione di procedere con le aziende ospedaliere in cui si sono manifestate meno contraddizioni. «Per le Asp, persistono gravi incongruenze e vere e proprie incompatibilità con la programmazione decretata, prima fra tutte, la mancanza degli spazi alberghieri e l’impossibilità finanziaria per procedere a scambi di divisioni tra un presidio e l’altro. Gli stessi standard vanno contestualizzati, per come ribadito dallo stesso Ministro della Salute. Gli atti aziendali che, comunque, sono uno strumento flessibile e soggetti a verifiche, devono trovare la più ampia condivisione nei territori e devono mettere in atto un forte processo di razionalizzazione e di riorganizzazione dell’offerta sanitaria. Lotta agli sprechi e alle incrostazioni per reinvestire in servizi più efficienti».

 

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