Caridi si difende: non sono ‘ndranghetista

Quella contro di me è «un’accusa sconvolgente e ingiusta». «Io sono innocente e non ho mai svenduto il mio ruolo di parlamentare», «né ho mai stipulato patti con la criminalità organizzata». Il senatore di Gal Antonio Stefano Caridi si difende così, nell’Aula di Palazzo Madama, da tutte le accuse che gli sono state mosse dai magistrati di Reggio Calabria che ora chiedono il suo arresto perché lo considerano al vertice di una “cupola” segreta di ‘ndrangheta. Caridi si difende leggendo una memoria di poche pagine visibilmente emozionato. Accanto a lui, a distanza di un seggio, Carlo Giovanardi (Idea). Durante il suo intervento, un senatore del M5S prova a riprenderlo con il telefonino, ma viene subito fermato dal presidente del Senato, Pietro Grasso, che invita a non fare «riprese non autorizzate» e a «non fare gesti di manette o altro genere» che nulla hanno a che vedere «con la delicatezza della situazione”» Dopo aver ripreso anche il botta e risposta nato nel frattempo tra esponenti del M5S e della Lega, Grasso ridà la parola a Caridi che, al termine della sua autodifesa, riceve l’applauso solo dai banchi del centrodestra, soprattutto da Forza Italia, e la stretta di mano di diversi senatori tra cui Pier Ferdinando Casini e Luigi Compagna (Cor). Il presidente Grasso rende poi noto che sulla pratica relativa all’arresto di Caridi è stato richiesto il voto segreto.

 

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