Guerra del Tfa, assemblea a Squillace

“Tfa: La meritocrazia tradita. Scuola, precariato e politiche scolastiche”. Questo il tema dellìAssemblea territoriale promossa ed organizzata da docenti precari ed abilitati che si terrà l’8 agosto nella sala consiliare del Comune di Squillace in Piazza Municipio a partire dalle 16.
Insegnare – spiegano gli organizzatori – non è un compito facile, anzi, diciamo pure, che è un’impresa piuttosto difficile. Il rapporto tra docente e studente non è mai stato facile da inquadrare secondo schemi rigidamente predefiniti: il campo d’azione dei due protagonisti si presenta assolutamente flessibile e ricco di sfumature. Nel 2013 si è cercato di “regolamentare” la dialettica insegnamento-apprendimento puntando l’attenzione sulla figura del docente, con un percorso formativo noto come Tfa (Tirocinio formativo attivo). Dopo aver sostenuto tre prove di selezione per poter accedere al promettente corso di formazione, migliaia di studiosi, lavoratori, precari, disoccupati, tutti concreti sognatori, hanno dovuto affrontare un percorso didattico pratico e teorico di non facile intendimento. Nonostante il Decreto Ministeriale 249 del 10 settembre 2010 – Regolamento per la formazione iniziale dei docenti, abbia regolamentato l’accesso al TFA, le modalità di svolgimento e di acquisizione del titolo, la gestione del percorso si sono rivelate abbastanza incerte fino alla fine, mantenendo tutti col fiato sospeso. Il sospiro di sollievo, però, non è mai arrivato. I docenti pluriselezionati non hanno avuto la preziosa possibilità di entrare nelle graduatorie ad esaurimento. Con l’approvazione della Riforma “La Buona Scuola” si è deliberato che i docenti abilitati non sarebbero stati ancora in grado di entrare in aula, se non avessero dimostrato di possedere abilità e competenze durante la performance di un ulteriore concorso: il concorsone 2016. Il concorso ha palesato incongruenze e discrasie sin dal bando. Bando che tardava ad essere pubblicato, tempi non rispettati, commissioni elette all’ultimo momento con criteri non specificamente dichiarati, griglie di valutazione assenti, classi di concorso che hanno dovuto sostenere il doppio delle prove scoprendolo solo in itinere, prove con domande da sviluppare con timer alla mano, con abilità informatiche e con conoscenze trasversali da rendere ogni materia un calderone. Sulla dubbia pertinenza delle domande si sono esposti diversi studiosi, come lo storico e giornalista Ernesto Galli Della Loggia. Sulle pagine delle Corriere della Sera, Galli della Loggia ha chiesto di conoscere i nomi di chi ha elaborato i quesiti di Storia, chiedendosi con non poca ironia se siano stati realizzati da direttori generali, docenti universitari, uscieri.
Anche l’editorialista del Corriere della Sera ha sottolineato la sproporzione tra complessità dei quesiti e tempo a disposizione, sostenendo che si è trattato “non di un esame ma di un tentativo di decimazione: chi mai potrà aver corrisposto adeguatamente, infatti, a questo grottesco invito a redigere in novanta minuti l’enciclopedia della storia universale? È l’ennesima dimostrazione del marasma che da tempo domina il Miur.”
I fautori del concorso 2016, “immemori” dei danni ancora in atto dei concorsoni del 1999 e del 2012, hanno rivendicato la fine del precariato: il concorso avrebbe “sistemato” tutti, facendo leva sullo spirito gregario che può nascere quando la precarietà diventa il tuo male quotidiano. Un concorso che, al momento, registra quasi l’85% di bocciati. Clamoroso il caso Calabria: zero ammessi per la classe A18 (Filosofia e Scienze Umane). Hanno, però, sottovalutato gli insegnanti di oggi, che hanno perfettamente colto il meccanismo perverso del sistema istruzione e che non vogliono assumere l’etichetta di precari a vita, soprattutto quando precari sono considerati nelle competenze che il sistema, incoerentemente, continua a “sfruttare” nell’apparato delle supplenze, considerandole, in quel caso, idonee. Questo il paradosso della nostra Italia, dove il precariato può diventare alibi e condanna.

Inteventi

ore 16.00: Saluti e relazione introduttiva – Francesco Muccari , Coordinamento Nazionale Tfa e Docente Abilitato

ore 16.30: “Scuola e alienazione. Il docente tra concorsi e ricorsi” – Adalgisa Caira, Docente Abilitata A037 Tfa I Ciclo e Dottore di Ricerca in Filosofia del Linguaggio e della Mente

ore 16.45: “La scuola: fabbrica di progresso e di libertà. Le ragioni della Riforma La Buona Scuola” – Francesco Lo Giudice, Responsabile Regionale Cultura Giovani Anci

ore 17.00: “Come trasformare la precarietà in autoimprenditorialità”- Anna Laura Orrico, Co-founder Tag Cosenza

ore 17.15: “Dal Tfa al concorso in giro per l’Italia” – Domenico Messinò, Docente Abilitato Tfa

 

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