Quaranta candeline per il Centro Rat

Faceva caldo anche quarant’anni fa. Il 30 agosto 1976 nasceva il Centro Ricerche audiovisive teatrali meglio noto come Centro Rat che proprio in questo giorno spegne l’anno di vita numero quaranta. Centro Rat significa Teatro dell’Acquario (anche se la struttura che oggi si trova in via Galluppi, a Cosenza, viene inaugurata il 7 marzo del 1981), e Teatro dell’Acquario, nonostante di attori e registi ne siano passati tanti, significa Antonello Antonante.
Nasce come un collettivo il Centro Rat e tanti cosentini che hanno creduto nell’arte come unica fonte di sostentamento, hanno investito molto ma è innegabile che il nome di Antonante sia sinonimo del Rat e dell’Acquario. Senza fare torto a chi è passato da lì come Nello e Massimo Costabile giusto per citarne due fra tanti.
La generazione che oggi vive di teatro a Cosenza e in Calabria deve molto all’Acquario perché sul palcoscenico della struttura del Centro Rat si sono visti tantissimi artisti d’avanguardia come il Living Theatre o Eugenio Barba giusto per citare i più “estremi”. Il 30 agosto del 1976 «si costituisce in Cooperativa – scrivono gli stessi protagonisti – la scelta di installarsi in una città di Provincia, Cosenza, e in una regione, la Calabria a lungo emarginata dai circuiti teatrali tradizionali (e non solo), è stata considerata non un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Niente è stato dato come acquisito: a quei tempi non si trattava solo di conquistarsi un proprio pubblico (fatto di non secondaria importanza, in una regione, dove anche dieci spettatori in più sono un esaltante risultato), ma soprattutto di conquistare e gestire un proprio spazio politico e culturale. Il presupposto fu un progetto di lavoro a lunga scadenza , che da un lato stabilisse solidi legami con il territorio, e dall’altro, determinasse anche strutture organizzative capaci di assicurare continuità all’intervento. Si potrebbe definire un processo di “radicamento progressivo”». Il Rat si afferma sempre di più, gira l’Italia, l’Europa e il mondo, si concentra molto sul teatro per ragazzi e continua a fare stagioni che permettono di vedere in città, e non solo, spettacoli che non sarebbero scesi mai più giù di Napoli. Dieci anni fa, Antonante diventa direttore artistico del Rendano e l’Acquario inizia a risentirne. Questo più la crisi che investe tutto il Paese mettono il Rat in difficoltà. Ma nonostante tutto resiste e resiste anche grazie all’aiuto del manager delle stelle Lucio Presta che si offre di pagare l’affitto di via Galluppi per due anni. La stagione del quarantesimo anno vedrà pochi ma significativi spettacoli, lascia trapelare Antonante. Un anniversario importante, nonostante tutto, deve essere festeggiato e quando verranno spente quelle quaranta candeline, nel bene e nel male, tutta la città dovrà fare gli auguri ad un collettivo che ha permesso un teatro diverso nella città dei bruzi.

Francesco Cangemi

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