Madre e figlia uccise in un cimitero

Due donne, madre e figlia, sono state uccise stamani a colpi d’arma da fuoco vicino al cimitero di San Lorenzo del Vallo. Essa Costabile, di 77 anni, e Ida Attanasio (52), sono la mamma e la sorella di Francesco Attanasio, arrestato nel maggio scorso per l’omicidio di Damiano Galizia, il cui cadavere era stato trovato in un appartamento a Rende. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che conducono le indagini, e la polizia. Le donne, secondo le prime indicazioni, sarebbe state colpite alle spalle. Attanasio era stato arrestato il 2 maggio scorso dalla squadra mobile di Cosenza per l’omicidio di Damiano Galizia (31). L’uomo aveva confessato riferendo che all’origine del gesto c’era un debito che aveva nei confronti di Galizia e di cui quest’ultimo chiedeva da tempo il saldo. Il delitto sarebbe avvenuto al termine di una lite. Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi, ma indagano per verificare se vi possa essere un collegamento con quanto avvenuto sei mesi fa. “Nel cimitero c’era tante gente stamani. Chi ha visto collabori, anche in forma anonima chiamando le forze dell’ordine”. E’ l’appello lanciato dal procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla che coordina le indagini sul duplice omicidio. Un appello che giunge dopo che tutti coloro che erano al cimitero sono scappati al momento della sparatoria senza farsi vivi con gli investigatori. “Non solo – ha aggiunto Facciolla – c’era tante gente, ma addirittura la donna più giovane è stata inseguita e finita. Quello che è accaduto potrebbe succedere anche a chi era presente, perché ha visto gli assassini. Quindi potrebbe accadere anche a loro e nessuno li può proteggere”. Un contatto operativo con la Dda di Catanzaro e la Procura di Cosenza è stato avviato dalla Procura della Repubblica di Castrovillari. L’intento è quello di chiarire se all’origine dell’omicidio di Essa Costabile e Ida Attanasio vi possa essere una vendetta trasversale nei confronti di Francesco Attanasio, figlio e fratello delle vittime, in carcere per l’omicidio di Damiano Galizia, avvenuto nel maggio scorso a Rende (da qui il coinvolgimento della Procura di Cosenza). Galizia, secondo gli investigatori, sarebbe stato vicino a persone gravitanti nell’ambito della criminalità organizzata di San Lorenzo del Vallo, suo paese natale, ed in particolare alla cosca Presta. Tra l’altro, Attanasio, nello stesso periodo dell’omicidio, aveva indirizzato la polizia verso un box in uso a Galizia, a Rende, sostenendo che poteva contenere qualcosa di sospetto. Ed in effetti, nel box, gli agenti della squadra mobile avevano trovato un vero e proprio arsenale composto da sei mitragliatrici, due pistole mitragliatrici, un fucile mitragliatore, un fucile a pompa, due moschetti, due fucili, due pistole e migliaia di proiettili. Tra le armi c’erano anche due Ak 47 Kalashnikov e due Thompson, un mitra Sten e uno Tommy Gun. (Ansa)

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