Il Comitato Piazza Piccola e i “sospetti” sui progetti del Comune di Cosenza

Centro storico, l’emergenza continua. Ma qualcosa inizia a muoversi da quando il Comitato Piazza Piccola ha avviato un’interlocuzione con il Comune. Non tutto però va liscio come l’olio e il Comitato ha qualcosa da recriminare su alcuni comportamenti di Palazzo dei Bruzi. Il comitato riconosce al Comune di essersi presentato al tavolo autoconvocato nel Palazzo di Città lo scorso  martedì con Caruso, Covello e De Rosa ma allo stesso tempo ribadisce di voler ampliare la discussione con il sindaco e con la Regione. Non basta il tavolo comunale insomma ma ce ne vuole uno interistituzionale. Detto questo c’è un’altra questione che il comitato pone. Al tavolo fanno notare una deliberazione della giunta comunale, la numero 26 del 29 agosto 2016, con oggetto “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”. Una delibera che rimanda a provvedimenti emanati dal governo centrale per realizzare «interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate attraverso la promozione di progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano, di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti, rivolti all’accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana, al potenziamento delle prestazioni urbane anche con riferimento alla mobilità sostenibile, allo sviluppo di pratiche, come quelle del terzo settore e del servizio civile, per l’inclusione sociale e per la  realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano, anche con riferimento  all’adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi  e didattici, nonché alle attività culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati». Il Comitato dice che  «I progetti che il Comune di Cosenza ha presentato riguardano alcune aree della città, che se pur presentando molte disfunzioni urbane, non presentano situazioni emergenziali come quelle del centro storico/periferia. Il bando fa riferimento alla rigenerazione di aree urbane degradate del riuso e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti. La periferia storica crediamo rientri nei requisiti contenuti nel bando eppure la scelta dell’amministrazione verte su altri ambiti urbani in cui si prevedono, oltre al recupero di alcune aree pubbliche, la progettazione di piscine, mercati, interventi sugli edifici esistenti e interventi di nuova edificazione che realizzano un mix di edifici pubblici e residenziali. Oltre alla rimozione di alcuni edifici, parcheggi, e altri famosi BoCs Art ecc… Si prevedono anche somme per l’esproprio delle aree». L’importo complessivo «è di 29.421.902 di cui 11.470.000 di cofinanziamento e 17.951.902,17 a valere sul bando di cui sopra», aggiunono. La domanda del Comitato Piazza Piccol «sorge spontanea: Se la periferia storica, per i requisiti richiesti, rientra nel bando perché anche questa volta non si è provveduto a farlo rientrare?». E’ partendo da questa considerazione che dal centro storico vorrebbero avere nuove risposte perché se qualcosa si è iniziato a fare (è aumentata l’attenzione nella raccolta dei rifiuti), molto altro va ancora fatto per una zona da troppo abbandonata.

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