Regione, dipendenti e sindacati sul piede di guerra

Il personale della giunta regionale dichiara lo stato d’agitazione e minaccia lo sciopero contro l’amministrazione.

E’ quanto è emerso dall’assemblea indetta da Cgil, Cisl e Uil nella Cittadella regionale per «discutere – si legge in una nota – temi importanti riguardanti il rinnovo del contratto nazionale e le problematiche inerenti la contrattazione di secondo livello, con valutazioni delle ricadute dirette su tutti i dipendenti della giunta regionale della Calabria». «Si è discusso – spiegano Cgil, Cisl e Uil – dei contratti decentrati sottoscritti nel 2015 e nel 2016 riguardo ai quali a distanza di tempo non si è ancora proceduto alla corresponsione degli emolumenti per produttività, progetti, risultato, reperibilità, rischio. Come mai – si chiedono i sindacati – risorse dei dipendenti, già stanziate e che immaginiamo in disponibilità di cassa, non sono state percepite dai dipendenti?». «Altro punto importante discusso e molto partecipato – continua la nota – è la mancata predisposizione del regolamento derivante dalla legge 1 del 2016 (risoluzione anticipata dei rapporti di lavoro). La recente proposta circolata a fine gennaio ci appare piena di strafalcioni e sicuramente non convince nessuno. Allo stesso modo stiamo ancora aspettando di capire le previsioni della dotazione organica e fabbisogno annuale e triennale del personale. Se non viene approvato questo importante e decisivo documento non ci saranno prospettive per le stabilizzazioni dei precari né possibilità di concorsi e di carriera per i dipendenti di ruolo. In tale contesto le categorie minori rimarranno tali a vita, così come i precari». I lavoratori hanno chiesto che «il sindacato si riappropri di un ruolo strategico e decisivo per stabilire regole certe e trasparenti. I dipendenti transitati dalle Province si sentono abbandonati a se stessi con problemi enormi e senza la necessaria dignità di lavoratori». I dipendenti della Cittadella, poi chiedono «un percorso che conduca al posto di lavoro proteggendoli dalle intemperie e l’avvio immediato della mensa. Le aperture di credito – chiude la nota – sono finite. È finito il tempo dei proclami, il sindacato non può essere la stampella di una politica disattenta e per niente risolutiva sulle politiche del personale». I dipendenti della Regione e i sindacati, che si rivolgono al prefetto di Catanzaro per il “raffreddamento del conflitto”, infine minacciano lo sciopero se dalla Giunta non arriveranno risposte positive alle loro rivendicazioni.

 

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