Archivi tag: gentile

MINACCIATA E SCACCIATA DAL MUNICIPIO: NUOVO ALLARME BAVAGLI A NICOTERA!

di Luciano Regolo

Ancora un triste allarme sul fronte della libera manifestazione del pensiero, sempre più insidiata, in Calabria, dalla logica “cinghialesca” dei politici e dei (pre)potenti. Enza Dell’Acqua, che scrive per il “Quotidiano del Sud”, mi ha riferito personalmente il grave episodio di cui è stata vittima e per il quale ha sporto querela pochi giorni fa. Continua a leggere

Consiglio regionale, dimezzati gli stipendi ai dirigenti

Il consiglio regionale della Calabria elegge, al primo colpo, il suo ufficio di presidenza ma i dubbi su trasversalismi e inciuci sono tutt’altro che fugati. Continua a leggere

Gentile e i mondi possibili mai attualizzati

di Luciano Regolo

Repetita iuvant, dicevano i latini. Dubito che ripetere per la terza volta in meno di due mesi come siano andate le cose realmente nell’Oragate possa giovare alla memoria del senatore Gentile che ripropone ancora la sua versione vittimistica dell’orrenda censura che abbiamo subito con un finto guasto della rotativa per impedire che uscisse la notizia dell’apertura di una inchiesta da parte dalla Procura di Cosenza su suo figlio. Per rispetto a tutti i calabresi che non meritano di essere ingannati da chicchessia tuttavia ribadisco ancora che Tonino Gentile non fu mai trascinato da nessuno in un complotto mediatico. Il suo nome fu fatto nella telefonata da me registrata la notte tra il 18 e il 19 febbraio scorso dal suo sodale di vecchia data Umberto De Rose, nostro ex stampatore e allora presidente di Fincalabra, che chiedeva all’editore di convincermi a cacciare la notizia sul figlio, Andrea Gentile, ponendosi come garante della famiglia e minacciando ritorsioni da parte della stessa se non si fosse assecondata tale pretesa: “il cinghiale ferito”, disse, poi “avrebbe ammazzato tutti”. Gentile non ha mai querelato De Rose per aver usato a sproposito il suo nome in quella telefonata, nè ha mai preso pubblicamente le distanze da lui. Anzi al contrario ne ha caldeggiato il mantenimento in carica fino a scadenza mandato ai vertici di Fincalabra, la stessa finanziaria regionale in cui lo stampatore aveva assunto Lory Gentile, l’altra figlia del senatore e offerto consulenze allo stesso Andrea con modalitá poco chiare su cui la Procura di Catanzaro ha aperto un’inchiesta.
Il senatore continua a dire che il figlio fu tirato ingiustamente in ballo, eppure diversi sms da noi pubblicati più volte provano che fosse in costante contatto diretto con De Rose la notte della censura e i tabulati telefonici acquisiti dalla magistratura documentano che lo stampatore oggi rinviato a giudizio con l’accusa di violenza privata per via dell’Oragate parlò proprio con lui, con Tonino, minuti dopo la telefonata “del cinghiale”. La Procura di Cosenza non mi ha finora notificato la richiesta di archiviazione su Andrea Gentile, indagato per questa brutta vicenda. Se ciò accadrá e non potrebbe essere altrimenti in uno Stato di diritto essendo io parte lesa nella violenza privata su cui si sta indagando, valuterò attentamente la possibilitá di un’opposizione. Resta il fatto che un senatore della repubblica, ribadisco, anzicché gridare a improbabili complotti mediatici, e addirittura paragonarsi al presidente Leone, o citando a sproposito Weber, dovrebbe sempre e comunque difendere i diritti e le libertà come quella sancita dall’articolo 21 della Costituzione, anche quando sono stati calpestati quelli di un giornale regionale e non “provincia”, come lui dice o quelli di una comunità locale che non ha potuto leggere il quotidiano censurato. L’inviolabilità di un diritto non dipende certo dall’importanza o dal prestigio del titolare dello stesso, é egualmente estesa a tutti i cittadini destinatari di un ordinamento giuridico, anche se questo può dare fastidio a chi coltiva concezioni assolutistiche del potere politico. Se De Rose quella notte parlando a nome e per conto di Gentile, lo diffamò, creò ingiustamente uno scandalo che costò al senatore le dimissioni da sottosegretario Tonino Gentile si decida a querelarlo e a stigmatizzarne pubblicamente la condotta e la smetta con le sue sommarie ricostruzioni dell’Oragate e con i suoi ripetitivi e sommari sfoghi vittimistici, ai quali comunque continuerò a replicare sempre, finchè avrò respiro.

Caro Gentile, se lei è una vittima perché non querela De Rose?

Ancora una volta sono costretto a intervenire sulle dichiarazioni distorcenti la realtà del senatore Tonino Gentile. Non entro nel merito delle sue posizioni riguardo alle manovre per riavvicinarsi a Forza Italia, che egli ha smentito con una nota. Su questo dico soltanto che se fossero state vere non si sarebbe stupito nessuno, visti i tanti e tali trasformismi ai quali Gentile e i suoi sodali ci hanno abituato. Quel che mi preme sottolineare, invece, è la pervicace ostinazione del senatore a definirsi vittima di una montatura mediatica per la vicenda dell’Oragate, come se egli ne fosse stato del tutto estraneo e, dimettandosi da sottosegretario, si sarebbe sacrificato per il bene patrio.

Continua a leggere

“Contro ogni minaccia. Lavoro e legalità per la libertà di stampa”

Libertà di stampa, lotta contro la ‘ndrangheta, sostegno ai giornalisti onesti e seri, contrasto a tutte le forme di potere che alimentano il sistema perverso del controllo politico/affaristico dell’informazione. L’impegno della Federazione nazionale della Stampa nell’iniziativa “Contro ogni minaccia. Lavoro e legalità per la libertà di stampa”, ospitata a Polistena, Continua a leggere

Oragate, la Procura chiede il giudizio immediato per Umberto De Rose

DE ROSE

La Procura di Cosenza ha chiesto il giudizio immediato per Umberto De Rose, lo stampatore dell’Ora della Calabria responsabile della mancata pubblicazione del quotidiano lo scorso 19 febbraio, quando sul giornale sarebbe apparsa la notizia che rivelava un’indagine a carico di Andrea Gentile, figlio del senatore Tonino Gentile, per le consulenze d’oro all’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Continua a leggere

Il neo sindaco Manna: «Nessuno più determinante di altri… E’ una vittoria di tutti»

Immagine

Fino a ieri un brillante penalista poi candidato sindaco. Oggi l’uomo che ha raccolto le tante anime di una cittadina ed ha spezzato un dominio politico durato più di mezzo secolo. Marcello Manna, neo sindaco di Rende, si racconta per il nostro blog e tenta di dar conto delle complessità interne alla sua, vittoriosa, lista civica.
Continua a leggere