Archivi tag: L’Ora della Calabria

Il ritorno di Umberto De Rose e l’eclissi del garantismo

IMG_0959

di Luciano Regolo

Da oggi, quello che ho sperato fino all’ultimo fosse un sordido pettegolezzo, è invece una verità ufficiale: Il Garantista ha cambiato stampatore. Quello nuovo, per l’edizione calabrese, come risulta dalla gerenza pubblicata stamani, è Umberto De Rose, il protagonista dell’orrenda “telefonata del cinghiale” da me registrata la notte tra il 18 e il 19 febbraio scorsi, quando lo stesso De Rose, che adesso, a seguito di quelle vicende, è imputato per violenza privata, inventò un guasto alla rotativa, mai avvenuto, secondo la perizia disposta dalla procura cosentina, per impedire che uscisse l’Ora della Calabria con la notizia dell’indagine aperta su Andrea Gentile, il figlio del senatore Tonino. Continua a leggere

Gentile e i mondi possibili mai attualizzati

di Luciano Regolo

Repetita iuvant, dicevano i latini. Dubito che ripetere per la terza volta in meno di due mesi come siano andate le cose realmente nell’Oragate possa giovare alla memoria del senatore Gentile che ripropone ancora la sua versione vittimistica dell’orrenda censura che abbiamo subito con un finto guasto della rotativa per impedire che uscisse la notizia dell’apertura di una inchiesta da parte dalla Procura di Cosenza su suo figlio. Per rispetto a tutti i calabresi che non meritano di essere ingannati da chicchessia tuttavia ribadisco ancora che Tonino Gentile non fu mai trascinato da nessuno in un complotto mediatico. Il suo nome fu fatto nella telefonata da me registrata la notte tra il 18 e il 19 febbraio scorso dal suo sodale di vecchia data Umberto De Rose, nostro ex stampatore e allora presidente di Fincalabra, che chiedeva all’editore di convincermi a cacciare la notizia sul figlio, Andrea Gentile, ponendosi come garante della famiglia e minacciando ritorsioni da parte della stessa se non si fosse assecondata tale pretesa: “il cinghiale ferito”, disse, poi “avrebbe ammazzato tutti”. Gentile non ha mai querelato De Rose per aver usato a sproposito il suo nome in quella telefonata, nè ha mai preso pubblicamente le distanze da lui. Anzi al contrario ne ha caldeggiato il mantenimento in carica fino a scadenza mandato ai vertici di Fincalabra, la stessa finanziaria regionale in cui lo stampatore aveva assunto Lory Gentile, l’altra figlia del senatore e offerto consulenze allo stesso Andrea con modalitá poco chiare su cui la Procura di Catanzaro ha aperto un’inchiesta.
Il senatore continua a dire che il figlio fu tirato ingiustamente in ballo, eppure diversi sms da noi pubblicati più volte provano che fosse in costante contatto diretto con De Rose la notte della censura e i tabulati telefonici acquisiti dalla magistratura documentano che lo stampatore oggi rinviato a giudizio con l’accusa di violenza privata per via dell’Oragate parlò proprio con lui, con Tonino, minuti dopo la telefonata “del cinghiale”. La Procura di Cosenza non mi ha finora notificato la richiesta di archiviazione su Andrea Gentile, indagato per questa brutta vicenda. Se ciò accadrá e non potrebbe essere altrimenti in uno Stato di diritto essendo io parte lesa nella violenza privata su cui si sta indagando, valuterò attentamente la possibilitá di un’opposizione. Resta il fatto che un senatore della repubblica, ribadisco, anzicché gridare a improbabili complotti mediatici, e addirittura paragonarsi al presidente Leone, o citando a sproposito Weber, dovrebbe sempre e comunque difendere i diritti e le libertà come quella sancita dall’articolo 21 della Costituzione, anche quando sono stati calpestati quelli di un giornale regionale e non “provincia”, come lui dice o quelli di una comunità locale che non ha potuto leggere il quotidiano censurato. L’inviolabilità di un diritto non dipende certo dall’importanza o dal prestigio del titolare dello stesso, é egualmente estesa a tutti i cittadini destinatari di un ordinamento giuridico, anche se questo può dare fastidio a chi coltiva concezioni assolutistiche del potere politico. Se De Rose quella notte parlando a nome e per conto di Gentile, lo diffamò, creò ingiustamente uno scandalo che costò al senatore le dimissioni da sottosegretario Tonino Gentile si decida a querelarlo e a stigmatizzarne pubblicamente la condotta e la smetta con le sue sommarie ricostruzioni dell’Oragate e con i suoi ripetitivi e sommari sfoghi vittimistici, ai quali comunque continuerò a replicare sempre, finchè avrò respiro.

La Dia confisca beni per 100 milioni a Pietro Citrigno

piero-citrigno

La Dia di Catanzaro ha confiscato beni per cento milioni di euro all’imprenditore Pietro Citrigno, ex editore dell’Ora della Calabria, condannato in via definitiva a quattro anni e otto mesi di reclusione per usura aggravata nell’ambito del processo Twister. Continua a leggere

Oragate, la Procura chiede il giudizio immediato per Umberto De Rose

DE ROSE

La Procura di Cosenza ha chiesto il giudizio immediato per Umberto De Rose, lo stampatore dell’Ora della Calabria responsabile della mancata pubblicazione del quotidiano lo scorso 19 febbraio, quando sul giornale sarebbe apparsa la notizia che rivelava un’indagine a carico di Andrea Gentile, figlio del senatore Tonino Gentile, per le consulenze d’oro all’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Continua a leggere

Le Pen, la droit horrible. L’amaro risveglio raccontato da Parigi

Marin Le Pen, leader del Front National

Marin Le Pen, leader del Front National

“C’est horrible, c’est horrible…”, continuava a ripetere Franco Crespi ieri sera mentre, nel suo appartamento di Montparnasse, ascoltavamo la diretta che France2 dedicava alle elezioni europee. Continua a leggere

Premio Ischia – Internazionale di Giornalismo: menzione per L’Ora della Calabria

WP_20140516_004Lina Ben Mehnni, la blogger tunisina, che ha avuto un ruolo di rilievo nella informazione durante la “Primavera araba”, è la vincitrice del Premio Ischia Internazionale di giornalismo, giunto quest’anno alla 35/esima edizione. A Mario Orfeo, direttore del Tg1 e a Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera, sono stati assegnati i premi “giornalisti dell’anno” per la tv e per la carta stampata, mentre per la sezione per il giornalismo online il riconoscimento è andato al rinnovato sito ANSA.it. Continua a leggere