Archivi tag: luciano regolo

QUAGLIARIELLO, PIRANDELLO E IL CINGHIALE RIBALTATO

di Luciano Regolo

Era il 1917, quasi un secolo fa, quando fu rappresentata per la prima volta “Così è se vi pare”, una delle più geniali e longeve opere teatrali di Pirandello, scritta per mostrare al mondo come non esista una verità, ma tante quante gli uomini ne costruiscono o ne abbracciano. Continua a leggere

Sindacato giornalisti, Parisi confermato segretario – SCARICA I RISULTATI DELLE ELEZIONI

Rieletto praticamente a furor di popolo il protagonista di mille battaglie per la libertà di stampa e per la difesa dei diritti dei giornalisti. Parisi è stato confermato segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria con 643 voti su 653 votanti. Continua a leggere

Il ritorno di Umberto De Rose e l’eclissi del garantismo

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di Luciano Regolo

Da oggi, quello che ho sperato fino all’ultimo fosse un sordido pettegolezzo, è invece una verità ufficiale: Il Garantista ha cambiato stampatore. Quello nuovo, per l’edizione calabrese, come risulta dalla gerenza pubblicata stamani, è Umberto De Rose, il protagonista dell’orrenda “telefonata del cinghiale” da me registrata la notte tra il 18 e il 19 febbraio scorsi, quando lo stesso De Rose, che adesso, a seguito di quelle vicende, è imputato per violenza privata, inventò un guasto alla rotativa, mai avvenuto, secondo la perizia disposta dalla procura cosentina, per impedire che uscisse l’Ora della Calabria con la notizia dell’indagine aperta su Andrea Gentile, il figlio del senatore Tonino. Continua a leggere

Le Pen, la droit horrible. L’amaro risveglio raccontato da Parigi

Marin Le Pen, leader del Front National

Marin Le Pen, leader del Front National

“C’est horrible, c’est horrible…”, continuava a ripetere Franco Crespi ieri sera mentre, nel suo appartamento di Montparnasse, ascoltavamo la diretta che France2 dedicava alle elezioni europee. Continua a leggere

Claudio Dionesalvi: «Lotto insieme a voi»

photo1La lotta continua tra i computer della redazione occupata dell’Ora. Claudio Dionesalvi abbraccia i cronisti dell’Ora: «Lotto insieme a voi». E non è cosa da poco. Claudio fa il prof a Cassano, nella periferia violenta di una Sibaritide dove la speranza passa solo per la scuola. Continua a leggere

Benvenuti a Paola: militante di sinistra colpito in volto da un fascista

 

 

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Aggredito da un fascista mentre partecipa a un concerto rock in piazza. Edoardo Stefano (foto in alto) è uno degli attivisti più impegnati nel movimento “Cambia Paola”. Appena giunta la mezzanotte  ha salutato l’arrivo del 25 aprile insieme agli altri militanti intonando “Bella Ciao”. Il giovane “nero” Dado ha “risposto” alla sinistra in piazza con il saluto romano; poi si è avvicinato al penalista e membro di Libera e lo ha colpito con alcuni schiaffi in volto. Attimi di tensione nella città di San Francesco. Solo dopo l’intervento di Marta Perrotta, legale e leader di “Cambia Paola”, la situazione non è degenerata ulteriormente. La vicenda si è conclusa con una denuncia ai danni del “nero”. La vile aggressione si è consumata nel giorno in cui “Cambia Paola” ha ricordato l’arrivo della festa di Liberazione con un incontro pubblico (“Consapevolezza e Cittadinanza”) sui diritti negati.

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Tra gli interventi anche quello del direttore dell’Ora della Calabria, Luciano Regolo (a destra). Proprio ieri il giornalista calabrese aveva preannunciato la possibilità che la lotta dell’Ora potesse mutare: «Siamo pronti ad occupare la redazione». E così è stato, visto che oggi con i suoi giornalisti ha deciso di presidiare il luogo in cui le notizie e le idee trovano forma e scrittura. Regolo ha poi tracciato la cronistoria dell’Oragate: dal blocco delle rotative per impedire la diffusione della notizia che “inguaiava” il figlio del senatore Gentile, allo strano caso del liquidatore dell’Ora che mette un ulteriore bavaglio ai suoi cronisti.

L’antropologo Mauro Minervino ha raccontato la mutazione linguistica e antropologica del potere in salsa calabrese alla luce dello scandalo Oragate. Il segretario della Fiom-Cgil, Massimo Covello, ha denunciato l’ulteriore precarietà del lavoro nel nuovo centrosinistra in salsa Renzi.

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Intanto ieri mattina la stessa città di San Francesco ha ospitato la passerella democratica al seguito del presidente della Commissione antimafia, Rosy Bindi (foto in alto). Magorno e Oliverio sul palco al fianco dell’ex allieva di Bachelet. Rosy non cita il caso dell’Ora ma dice: «La mafia si batte soprattutto non negando i diritti delle persone e consentendo a ciascun calabrese di essere artefice del proprio destino. Il 70% di disoccupazione giovanile è un dato non sopportabile».

Alfonso Bombini