Archivi tag: oragate

QUAGLIARIELLO, PIRANDELLO E IL CINGHIALE RIBALTATO

di Luciano Regolo

Era il 1917, quasi un secolo fa, quando fu rappresentata per la prima volta “Così è se vi pare”, una delle più geniali e longeve opere teatrali di Pirandello, scritta per mostrare al mondo come non esista una verità, ma tante quante gli uomini ne costruiscono o ne abbracciano. Continua a leggere

ENZA BRUNO BOSSIO E LA NEMESI DEL DESTINO

di Luciano Regolo

Nelle tragedie dell’antica Grecia, chi compiva la hybris, ossia una violenza o una prepotenza, alterando così il corso degli eventi, finiva inevitabilmente per subire la nemesis, ossia la vendetta del fato, che puniva l’arrogante e ripristinava il giusto ordine delle cose. Continua a leggere

OLIVERIO E GLI ALTRI: IL TEMPO DELLE… PESCHE

di Luciano Regolo

Il morso godurioso mentre addenta una pesca, l’altra mano protesa a ghermire il cestino con un altro frutto, lo sguardo, a un tempo malandrino e inquieto, di chi viene colto… in fallo. Continua a leggere

“Stop cinghiali”, la Lanzetta: il Pd affronti la questione morale

“Vorrei che ai vertici del Partito democratico si torni a parlare della questione morale, perché il tema della mancanza di etica nella politica e delle infiltrazioni mafiose anche negli enti pubblici è prioritario”. Continua a leggere

LA GRIPPO E LA “PERFIDA” ARTE TRASVERSALE DEL BAVAGLIO

di Luciano Regolo

Risveglio Ideale, Forza Nuova, Iole Santelli, Nino Spirlì, Nicola Morra, Giorgia Meloni … Aumentano le note di solidarietà verso Antonella Grippo, spumeggiante e indipendente conduttrice di Perfidia, Continua a leggere

Sindacato giornalisti, Parisi confermato segretario – SCARICA I RISULTATI DELLE ELEZIONI

Rieletto praticamente a furor di popolo il protagonista di mille battaglie per la libertà di stampa e per la difesa dei diritti dei giornalisti. Parisi è stato confermato segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria con 643 voti su 653 votanti. Continua a leggere

Il ritorno di Umberto De Rose e l’eclissi del garantismo

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di Luciano Regolo

Da oggi, quello che ho sperato fino all’ultimo fosse un sordido pettegolezzo, è invece una verità ufficiale: Il Garantista ha cambiato stampatore. Quello nuovo, per l’edizione calabrese, come risulta dalla gerenza pubblicata stamani, è Umberto De Rose, il protagonista dell’orrenda “telefonata del cinghiale” da me registrata la notte tra il 18 e il 19 febbraio scorsi, quando lo stesso De Rose, che adesso, a seguito di quelle vicende, è imputato per violenza privata, inventò un guasto alla rotativa, mai avvenuto, secondo la perizia disposta dalla procura cosentina, per impedire che uscisse l’Ora della Calabria con la notizia dell’indagine aperta su Andrea Gentile, il figlio del senatore Tonino. Continua a leggere

Gentile e i mondi possibili mai attualizzati

di Luciano Regolo

Repetita iuvant, dicevano i latini. Dubito che ripetere per la terza volta in meno di due mesi come siano andate le cose realmente nell’Oragate possa giovare alla memoria del senatore Gentile che ripropone ancora la sua versione vittimistica dell’orrenda censura che abbiamo subito con un finto guasto della rotativa per impedire che uscisse la notizia dell’apertura di una inchiesta da parte dalla Procura di Cosenza su suo figlio. Per rispetto a tutti i calabresi che non meritano di essere ingannati da chicchessia tuttavia ribadisco ancora che Tonino Gentile non fu mai trascinato da nessuno in un complotto mediatico. Il suo nome fu fatto nella telefonata da me registrata la notte tra il 18 e il 19 febbraio scorso dal suo sodale di vecchia data Umberto De Rose, nostro ex stampatore e allora presidente di Fincalabra, che chiedeva all’editore di convincermi a cacciare la notizia sul figlio, Andrea Gentile, ponendosi come garante della famiglia e minacciando ritorsioni da parte della stessa se non si fosse assecondata tale pretesa: “il cinghiale ferito”, disse, poi “avrebbe ammazzato tutti”. Gentile non ha mai querelato De Rose per aver usato a sproposito il suo nome in quella telefonata, nè ha mai preso pubblicamente le distanze da lui. Anzi al contrario ne ha caldeggiato il mantenimento in carica fino a scadenza mandato ai vertici di Fincalabra, la stessa finanziaria regionale in cui lo stampatore aveva assunto Lory Gentile, l’altra figlia del senatore e offerto consulenze allo stesso Andrea con modalitá poco chiare su cui la Procura di Catanzaro ha aperto un’inchiesta.
Il senatore continua a dire che il figlio fu tirato ingiustamente in ballo, eppure diversi sms da noi pubblicati più volte provano che fosse in costante contatto diretto con De Rose la notte della censura e i tabulati telefonici acquisiti dalla magistratura documentano che lo stampatore oggi rinviato a giudizio con l’accusa di violenza privata per via dell’Oragate parlò proprio con lui, con Tonino, minuti dopo la telefonata “del cinghiale”. La Procura di Cosenza non mi ha finora notificato la richiesta di archiviazione su Andrea Gentile, indagato per questa brutta vicenda. Se ciò accadrá e non potrebbe essere altrimenti in uno Stato di diritto essendo io parte lesa nella violenza privata su cui si sta indagando, valuterò attentamente la possibilitá di un’opposizione. Resta il fatto che un senatore della repubblica, ribadisco, anzicché gridare a improbabili complotti mediatici, e addirittura paragonarsi al presidente Leone, o citando a sproposito Weber, dovrebbe sempre e comunque difendere i diritti e le libertà come quella sancita dall’articolo 21 della Costituzione, anche quando sono stati calpestati quelli di un giornale regionale e non “provincia”, come lui dice o quelli di una comunità locale che non ha potuto leggere il quotidiano censurato. L’inviolabilità di un diritto non dipende certo dall’importanza o dal prestigio del titolare dello stesso, é egualmente estesa a tutti i cittadini destinatari di un ordinamento giuridico, anche se questo può dare fastidio a chi coltiva concezioni assolutistiche del potere politico. Se De Rose quella notte parlando a nome e per conto di Gentile, lo diffamò, creò ingiustamente uno scandalo che costò al senatore le dimissioni da sottosegretario Tonino Gentile si decida a querelarlo e a stigmatizzarne pubblicamente la condotta e la smetta con le sue sommarie ricostruzioni dell’Oragate e con i suoi ripetitivi e sommari sfoghi vittimistici, ai quali comunque continuerò a replicare sempre, finchè avrò respiro.

Caro Gentile, se lei è una vittima perché non querela De Rose?

Ancora una volta sono costretto a intervenire sulle dichiarazioni distorcenti la realtà del senatore Tonino Gentile. Non entro nel merito delle sue posizioni riguardo alle manovre per riavvicinarsi a Forza Italia, che egli ha smentito con una nota. Su questo dico soltanto che se fossero state vere non si sarebbe stupito nessuno, visti i tanti e tali trasformismi ai quali Gentile e i suoi sodali ci hanno abituato. Quel che mi preme sottolineare, invece, è la pervicace ostinazione del senatore a definirsi vittima di una montatura mediatica per la vicenda dell’Oragate, come se egli ne fosse stato del tutto estraneo e, dimettandosi da sottosegretario, si sarebbe sacrificato per il bene patrio.

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